La storia degli Eudamons, gli universitari che batterono la roulette

La storia degli Eudamons, gli universitari che batterono la roulette

Scritto il 25/03/15 - da Invernizzi, Lorenzo Notizie

Poco o nulla è stato scritto nella nostra lingua sul gruppo degli Eudamons, nato alla fine degli anni Settanta per volontà dei giovani fisici J. Doyne Farmer e Norman Packard con lo scopo di vincere alla roulette.

Le vincite sarebbero state investite nella ricerca: qualcosa, però, andò storto e i due ragazzi decisero di interrompere il loro progetto, benché redditizio.

Le origini del nome

Il nome del gruppo si ispirava all’eudemonismo, antica dottrina filosofica che propugnava il raggiungimento della felicità come principio morale.

Due studenti amanti del gioco

Nato a Houston, Texas, nel 1952, J. Doyne Farmer trascorse i suoi anni giovanili in New Mexico, dove cominciò a interessarsi di fisica. Dopo aver frequentato le università dell’Idaho e di Stanford, conseguì il dottorato di ricerca a Santa Cruz, in California, specializzandosi nella teoria del caos e nella fisica applicata alla roulette. L’amico Packard, di due anni più giovane, nacque a Billings, nel Montana.

La roulette in laboratorio

I due studenti diedero il via ai loro esperimenti su una roulette, utilizzando una macchina fotografica e un oscilloscopio (strumento che consente di visualizzare tensioni, correnti, potenze dell’energia elettrica) per tenere traccia del movimento. Alla fine riuscirono a elaborare una formula con funzioni trigonometriche basata su quattro variabili: due di queste erano il periodo di rotazione della ruota della roulette e quello della pallina attorno alla roulette.

James Bond? Ci fa un baffo

eudaemonic shoe computerI ragazzi misero a punto un piccolo computer, posizionato all’interno di una scarpa, da utilizzare nelle sale da gioco. I dati venivano inseriti muovendo un microinterruttore con l’alluce. Il computer che elaborava i dati suggeriva su quale degli otto settori della roulette piazzare le fiches o, altrimenti, di non scommettere affatto in quel giro. Queste informazioni venivano fornite alla persona sotto forma di vibrazioni da un dispositivo nascosto sotto la camicia appoggiato allo stomaco. Farmer e Packard impiegarono due anni per mettere a punto il loro sistema, che fu pronto nel ’78.

Un lavoro di squadra

I compiti al tavolo verde erano suddivisi tra due persone: l’osservatore che immetteva i dati con l’alluce e il complice che li riceveva attraverso i solenoidi nascosti sotto la camicia e di conseguenza faceva la puntata. Con questo metodo gli Eudaemons riuscirono a guadagnare in tutto circa 10mila dollari. Ogni dollaro piazzato fruttava 44 centesimi.

Il precursore

In realtà anche Edward O. Thorp e Claude Shannon all’inizio degli anni Sessanta avevano ideato un piccolo computer “indossabile” da utilizzare alla roulette: il dispositivo, però, venne impiegato solo per breve tempo. Il matematico statunitense Thorp, classe ’32, ha anche pubblicato negli anni Sessanta il libro “Beat the dealer”,  nel quale illustra un metodo per vincere a blackjack contro il banco.

Qualcosa andò storto

rouletteUn incidente di percorso causò lo scioglimento degli Eudaemons: la complice che giocava al tavolo verde ricevette una scarica elettrica dai solenoidi nascosti sotto il vestito, i quali, non essendo ben isolati, le procurarono una vistosa bruciatura sulla pelle.

Ciononostante, continuò imperterrita a giocare. Farmer, che in quell’occasione svolgeva il ruolo di osservatore, si rese conto che qualcosa non andava. Allo scopo di salvaguardare la salute della collega, o magari con il timore di venire scoperto insieme a lei, si allontanò dal tavolo obbligando anche la complice alla ritirata.

La meteora degli Eudaemons

Da quel momento Farmer e Packard decisero di sciogliere il gruppo: alcuni componenti se ne erano già andati per la difficoltà di conciliare gli impegni di studio con la militanza negli Eudaemons. I due fondatori degli Eudaemons riuscirono comunque nel loro esperimento, gettando le basi per l’analisi predittiva, disciplina che si occupa dello studio di dati allo scopo di trarre previsioni per il futuro.

Fisica, roulette e finanza

 Dopo aver ricoperto la posizione di ricercatore e di dirigente del Los Alamos Laboratory, nel ’91 Farmer lasciò questo incarico per fondare insieme a Packard e a James McGill la loro “Prediction company”, che si occupa di sistemi di previsione e statistica applicati alle attività imprenditoriali e commerciali. In seguito Packard e Farmer si lanciarono anche sul mercato finanziario. Thomas A. Bass, scrittore e professore americano di storia e letteratura, ha dedicato alcuni libri alla vita di Packard e Farmer: in “The Eudaemonic Pie” (1985) racconta la loro esperienza all’interno degli Eudaemons, mentre in “The Predictors” del loro successo in borsa.

La teoria del caos nei mercati finanziari

L’ultima opera è stata pubblicata nella versione italiana da Feltrinelli nel 2001 con il titolo

“Sbancare a Wall Street. Ovvero in che modo una banda di fisici indipendenti è riuscita a far fortuna in borsa applicando la teoria del caos”. “Nel periodo hippy dei loro studi Farmer e Packard non avrebbero mai immaginato che sarebbero riusciti battere i migliori operatori della borsa, da Goldman Sachs a Morgan Stanley – riporta il sito di Feltrinelli -. Nel corso dell’accidentato cammino che li porta dai loro uffici polverosi ai grattacieli scintillanti di Wall Street, le loro vincende si intrecciano a quelle di avidi affaristi, intermediari del potere e ribelli”.

 

Bari sfortunati

Film CasinoUn analogo sistema a quello di Farmer e Packard è stato utilizzato anche da due bari nel film “Casinò” (1995): in questo caso, però, i due giocatori disonesti sono stati meno fortunati. Nella pellicola diretta da Martin Scorsese i dati sulla puntata non venivano forniti da un computer ma da un complice che spiava la mano del croupier in un gioco di carte. Scoperti dal gestore Sam “Asso” Rothstein, i due bari vengono accompagnati nel retrobottega dove li attende una punizione esemplare. “Tu li beccavi, e loro tentavano di intrufolarsi di nuovo con barbe, parrucche e nasi finti commentava nel film il gestore del casinò Sam, impersonato da Robert De Niro, riferendosi a questo genere di giocatori -. Se non fossero stati così avidi li avremmo notati più difficilmente, ma alla fine sono tutti avidi”.

CSI e gli Eudaemons

Circa dieci anni dopo il film “Casinò”, la vicenda degli Eudaemons ispirò una puntata della serie CSI (Crime Scene Investigation) intitolata “No more bets” (“Rien ne va plus” nell’edizione italiana).

Il silenzio di Farmer

Per decenni, scrive New Scientist, Farmer non ha voluto parlare del suo metodo per vincere alla roulette. Solo qualche anno fa si è sbottonato.  

“Ho mantenuto il silenzio perché non volevo trasmettere informazioni che permettessero a chiunque di spillare soldi ai casinò” ha riferito lo scienziato.

Basta uno smartphone?

Poco tempo prima di questa dichiarazione, Michael Small e Michael Tse avevano dimostrato attraverso una ricerca, che con pochi calcoli e un piccolo computer o uno smartphone è possibile conoscere in  anticipo in quale metà della ruota andrà a cadere la pallina: il trucco è prendere nota di quando sia la pallina che un certo settore del piatto oltrepassano un determinato punto.

“Il gioco della roulette si divide in due momenti – scrive New Scientist – quando la pallina ruota attorno al cerchione e poi cade, che è altamente prevedibile, e quello che succede dopo che la palla ha iniziato a rimbalzare, che è invece più difficile da prevedere. In 13 lanci su 22 la coppia è stata in grado di indovinare in quale metà della ruota sarebbe caduta la pallina. Questo significava passare dal 2,7 per cento di probabilità a favore del banco nelle roulette europee al 18 per cento di probabilità a favore del giocatore”.

Dopo 22 lanci di prova, Small e Tse hanno effettuato 700 lanci in laboratorio utilizzando un sistema di telecamere automatizzato che avrebbe dato troppo nell’occhio all’interno di un casinò.

Forze di attrito

Come riporta New Scientist, “Farmer sostenne che il modello messo a punto dai due ricercatori è molto simile al suo. Small e Tse, a differenza di lui, ritengono causa preponderante del rallentamento della pallina l’attrito con il cerchio rispetto alla resistenza esercitata dall’aria”.