Unione Europea e Casino Online: è il Caos Normativo

Unione Europea e Casino Online: è il Caos Normativo

Scritto il 05/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

In attesa di un vero "Libro Verde" sul gioco, non rimane che abbandonarsi alle legislazioni nazionali. Anche quando vanno contro i prioncipi dell'UE

Guerra all’illegalità, lotta alle infiltrazioni criminali e tutela dei giocatori: ecco i tre pilastri che sorreggono un edificio ben più articolato di quel che può sembrare, un’opera da realizzare al più presto e che sarà spesso all’ordine del giorno delle prossime sedute dell’Unione Europea: quello del gioco d’azzardo.

E se le scommesse incalzano su tutti i tavoli, di “verde”, manca però una normativa generale, un “Libro Verde”, che dovrebbe riuscire ad identificare una serie di regole certe e valide per tutti gli stati membri dell’UE.

Una Trappola per l’Unione Europea

eu e casino onlineLa creazione di un libro verde sul gioco, però, sembra un opera molto più facile a dirsi che a farsi, visto che la libertà lasciata ai singoli Stati di essere sovrani su questa delicata tematica rischia di portare gli stessi governanti nazionali a conservare una condizione autonoma e fuggire l’idea di un accordo europeo che potrebbe rivelarsi poco conveniente per le varie casse nazionali.

Dando uno sguardo ai differenti accordi sottoscritti tra i membri dell'Unione, infatti, si  scopre che un po’tutti i Paesi Membri hanno optato per dei sistemi che permettono la gestione dei casinò online e che consentono ai cittadini di giocare in sale che, grazie a particolari sistemi fiscali, sono in grado di garantire introiti utilissimi ai governi nazionali.

Senza dover necessariamente guardare all’Italia, ad esempio, si può provare a volgere lo sguardo verso un paese come il Regno Unito, che vanta ormai una lunga tradizione nel campo della regolamentazione del gioco d’azzardo grazia ad una legge, chiamata "Gambling bill" che regola tra l’altro la gestione e la promozione dei casinò online.

Tasse e tutela, interessi nazionali: come trovare il giusto mezzo?

Se da una parte il bisogno di assecondare il volere dei giocatori e quello di far crescere il gettito fiscale aprono la strada verso una sempre più accettata legalizzazione internazionale del settore, è la tutela dei cittadini più vulnerabili la preoccupazione maggiore di molti paesi – Italia inclusa -  che vantano primati di giocate e giocatori.

“È dovere del Parlamento Europeo garantire un quadro uniforme e armonico” aveva dichiarato in proposito (l’ex) vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella.

Il nocciolo del problema, probabilmente, lo aveva centrato  lo scorso novembre la parlamentare danese Christel Schaldemose  che aveva ribadito “l’impossibilità di pensare a una Direttiva comunitaria e spiegando come sia più utile, per il momento, puntare sulla collaborazione per poi pensare al futuro a un intervento di altro tipo se sarà necessario, in quanto non è possibile non considerare che vari Stati membri hanno le proprie regole già in vigore per quanto riguarda il gioco”. 

Tutti hanno Fretta. Soprattutto in Romania

Soltanto lo scorso ottobre, in Romania, si parlava di una sorta di “far west” giuridico sul gioco d’azzardo nato in seguito all’approvazione una legge (nazionale) sul gioco online che ha fatto molto discutere.

Il governo rumeno, conscio della necessità di far cassa, ha infatti  deciso di approvare una nuova normativa contraria alle politiche sulla concorrenza UE e dunque passando sopra la possibilità che la stessa Unione potesse avviare una procedura d'infrazione per la violazione delle regole sulla libera concorrenza.

Forse, più della possibile multa che potrebbe seguire ad un richiamo Ue, ha lusingato il richiamo dei centinaia di milioni di euro che il nuovo monopolio di Stato potrebbe incassare da tasse e concessioni che dovranno pagare gli operatori di gioco.

Il nodo delle sedi amministrative

Moltissime società che gestiscono i casino online hanno sedi offshore, in quegli stati che permettono la gestione di tali attività senza imporre particolari controlli e con un regime fiscale molto favorevole.

Viceversa i grandi operatori di casinò che operano in Europa sono oggi vincolati all’ottenimento di particolari licenze emesse da Stati dell'Unione (tra cui il Regno Unito, Malta, Slovacchia, Spagna, Gibilterra e la stessa Italia)che esercitano particolari sui giochi online grazie ad avanzati sistemi di sicurezza informatica.

Un buon esempio di legislazione “tipicamente europea” – sempre per non citare l’esempio di casa nostra – viene dall’Olanda, paese che ha legalizzato i casinò online con limitazioni molto precise e molto familiari ai giocatori italiani.

Oltre a legalizzare il settore,   la legge dei Giochi d'Azzardo olandese vieta ai cittadini di partecipare a giochi d'azzardo di casinò online operati da compagnie che non hanno una licenza olandese, mostrando un tratto tipico di quasi tutte le leggi europee del settore.

Sembra quindi rimanere valido il parere espresso lo scorso dicembre da Valeria Fagone, che rappresenta l'azienda Lottomatica a Bruxelles: “Se viene mantenuto lo status quo resterà una situazione di confusione, in cui le regole nazionali vengono messe in discussione nell'assenza di certezze giuridiche. La collaborazione è un passaggio importante per intervenire e trovare una soluzione e per farlo abbiamo bisogno di una base di principi comuni, condivisi”.

Articolo di: l.c.