Tasse Italiane sul Gioco: Si Infuriano le Altre Nazioni

Tasse Italiane sul Gioco: Si Infuriano le Altre Nazioni

Scritto il 16/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

L’Italia tassa, le altre nazioni si infuriano e i giocatori versano (o per lo meno dovrebbero) gran parte della vincita all’Erario.

Il doppio asse tra regolamentazioni nazionali e normativa europea al centro di numerosi scontri sul tavolo del gioco d’azzardo, si accende in questo avvio di 2012 tra gli interessi delle casse statali e le tasche  dei player che si ritrovano a doversi districare in un’intricata matassa giuridico economico fiscale.

Il tema caldo è quello della doppia tassazione sulle vincite ottenute nei casinò esteri. A storcere il naso sono proprio i giocatori: il circuito dei player è sotto il mirino della Guardia di Finanza, che negli ultimi mesi sta prestando particolare attenzione ai tornei internazionali.

La necessità di maggiori controlli

La chiave: tutto parte dalla necessità di capire l’entità dei capitali che vengono effettivamente rimpatriati e se gli stessi vengono poi dichiarati al Fisco.

I player non avrebbero tutti i torti e dalla loro parte ci sono anche i concessionari, perché l’equazione è fatta: più tasse meno gioco. Ci perdono tutti.

Il gruppo Hit  Casinos è intervenuto sulla vicenda attaccando l’Italia, visto che, qualsiasi tipo di tassazione di vincite da parte delle autorità italiane sarebbe illegittimo e contrario alla stessa legislazione italiana e a quella europea.

Nell’ultimo anno, l’attività dei poker tournament dei casinò che gestisce la società, ha registrato cali fino al 30 per cento, nonostante gli eventi continuino a dare ottimi risultati. I legali della Hit si rifanno alla convenzione Italia-Slovenia, redatta per evitare le doppie imposizioni in materia d’imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, che stabilisce come gli elementi di reddito di un residente di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in detto Stato. 

La tassazione poi ci sarebbe già, quindi un doppio carico, è inaccettabile. Le vincite provenienti dai giochi d’azzardo vengono già tassate in Slovenia, dunque alla fonte, e nei confronti del concessionario e non del giocatore e in base a una legge speciale e quindi non possono essere tassate nuovamente nel paese di residenza del giocatore, visto che la giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee vieta la doppia imposizione sulle vincite in questione.

I player Italiani non ridono

Tale presa di posizione ovviamente non può che fare piacere al circuito dei player italiani.

In tanti sono stati colti in contropiede e si sono rivolti agli avvocati del settore per capire come reagire in questa situazione. Tra i legali più accreditati c’è Massimiliano Rosa, che in più occasioni abbiamo  ascoltato per fare chiarezza in materia.

Il calcolo richiesto sarebbe assurdo, però si rischia parecchio a essere “evasori”. Un giocatore dovrebbe documentare gli eventuali movimenti di capitale da e per l’estero o l’esistenza di conti detenuti al di fuori dell’Italia, compresi conti infruttiferi di moneta elettronica o conti di gioco su room.com.

In sostanza, si chiede di documentare il rimpatrio o meno del denaro vinto o giacente in territorio straniero.

I rischi sono di natura tributaria e, quindi, patrimoniale: la contestazione è  ovviamente sulle imposte non dichiarate e non versate e le conseguenze sono le sanzioni e i relativi  interessi.

Gli interventi successivi variano dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta.

La manovra Monti però ha ottenuto il 75 per cento. Ben tre italiani su 4 sarebbero favorevoli alla riforma della tassazione sul gioco d'azzardo legalizzato con l'introduzione di un'imposta unica sostitutiva su tutti i giochi legalizzati.

Il sondaggio rileva che il 74,38 per cento dei contribuenti italiani vuole l'introduzione dell'IUG pari al 50 per cento. Su 5641 voti, 4.196 (pari al 74,4%) si sono pronunciati favorevolmente, mentre 1.442 (pari a 25,6%) contro.

L'ultimo precedente importante

Il precedente da ragione (e speranza) ai giocatori. Nel 2004 un player italiano di Gorizia vinse in un casinò del Gruppo Hit, in Slovenia, un jackpot da 735.000 euro.

La vincita è stata motivo di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate (AdE) della città friulana in quanto maturata all’estero. Per l’AdE la convenzione bilaterale fiscale tra Italia e Slovenia non contempla il divieto di doppia imposizione per i redditi diversi (le vincite maturate al tavolo verde sono considerate tali).

Due mesi fa, laCommissione Tributaria provinciale locale ha dato ragione al player, accogliendo il suo ricorso e respingendo le richiede dell’AdE che pretendeva il pagamento delle tasse sulla vincita, già tassata alla fonte in Slovenia. A renderlo noto sono proprio i legali della multinazionale.

Articolo di: L. C.