Corte dei Conti: un Terremoto tra le Slots

Corte dei Conti: un Terremoto tra le Slots

Scritto il 22/02/12 - da Morganti, Ana Notizie

Due sentenze in due giorni, due batoste per l’Italia.

A distanza di 48 ore dalla decisione della Corte di giustizia europea che ha dato ragione a Stanleybet, è arrivata un’altra bocciatura per lo Stivale del gioco: la Corte dei Conti ha deciso sulla vicenda delle penali Slot imponendo alle concessionarie di sborsare 2 miliardi e mezzo di euro.

Un conto salato

Dieci le compagnie coinvolte, ma soprattutto i piani alti dei Monopoli. Ogni concessionaria dovrà pagare tra i 200 e i 300 milioni di euro. La cifra è salata perché tutto comincio nel 2004 e otto anni dopo il conto è salato. Ecco perchè:

  • nel 2004 i 10 concessionari di rete (Lottomatica, Snai, Sisal, Cirsa, Codere, Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus e Hbg )hanno siglato le convenzioni con i Monopoli di Stato, e hanno avviato il mercato delle newslot. La rete avrebbe dovuto essere completata entro il 31 dicembre del 2004, in realtà sarebbe di fatto stata completata solo nel 2006 inoltrato.
  • 2007. E'stata la Corte dei Conti a contestarle all'inizio del 2007, quantificando un importo complessivo di 90 miliardi di euro. giugno 2007, Le richieste di pagamento sono state prontamente impugnate al TAR Lazio. A breve distanza, è intervenuto il Parlamento che ha impegnato il Governo a rivedere gli accordi di concessione.
  • 2008. Era aprile quando il TAR Lazio ha annullato le note di Aams - basate sul conteggio della Corte dei Conti - sostanzialmente affermando la sproporzione dei precedenti parametri. Negli stessi mesi, concessionarie e Aams - sulla base della risoluzione parlamentare - hanno pattuito nuovi criteri di calcolo delle penali, che portano al conteggio di sanzioni molto più contenute. Di qui, accanto al contenzioso pendente presso la Corte dei Conti, ne è  partito un secondo - che però riguardava solo tre delle quattro penali, conteggiate sui nuovi criteri - di fronte al giudice amministrativo.
  •  2010. Tutto sembra risolversi di fronte al Consiglio di Stato con una serie di sentenze che hanno assolto i concessionari: per il giudice amministrativo si trattava di una rete senza paragoni nel mondo, allestita per la prima volta in via sperimentale, le concessionarie pertanto non potevano essere ritenute responsabili dei ritardi nell'avvio. 
  •  A Novembre 2010, la Corte dei Conti dispone una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) per accertare le responsabilità dei concessionari per il ritardo nell’avvio della rete. Chiama inoltre in causa Sogei (finora rimasta estranea al procedimento) "uno dei principali artefici della gestione telematica della rete", scrive la Corte. A novembre 2011 l'ultima udienza di fronte al giudice contabile, la Procura Regionale conferma le richieste di condanna, avanzando tre conteggi: 90 miliardi, 2,7 miliardi e 800 milioni a seconda dei criteri utilizzati per il conteggio.

La Federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria si dice “sorpresa per la recente sentenza della Corte dei Conti”. Secondo il presidente Massimo Passamonti: “Le contestazioni, operate in sede di giudizio contabile, sembrano non tener in alcun conto che gli operatori hanno sempre operato nel pieno rispetto delle norme dello Stato e, attraverso la loro attività, hanno contribuito in modo decisivo all'emersione dall'illegalità' del settore delle new slot” . Confidiamo che nelle valutazioni dei giudici di secondo grado ci sarà il pieno riconoscimento della correttezza dell'operato dei concessionari”.

La sentenza della Corte dei Conti potrebbe mettere fine a una lunga battaglia legale. Una vicenda difficile e complessa per il settore che nel 2011 ha garantito - grazie a una rete di 360 mila slot e più di 39 mila Videolotteries, le macchine di ultima generazione con jackpot fino a 500 mila euro - incassi per circa 45 miliardi sui 79,9 complessivi dell'intero mondo dei giochi made in Italy, con entrate erariali di circa 4 miliardi (56% della raccolta complessiva).

Il gruppo Sisal ha già annunciato battaglia e ricorrerà in appello: “Riteniamo di aver sempre operato nel pieno rispetto dei principi di correttezza e trasparenza e degli obblighi concessori assunti”

Secondo Acadi - Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento, costituita da Cirsa, Codere, Cogetech, GMatica e SisalSlot “Tutti gli attori coinvolti ricorreranno in appello”. L’auspicio è che la memoria non sia corta: “Confidiamo che nei giudici di secondo grado vi sia pieno riconoscimento del contesto in cui i concessionari hanno operato e del grande contributo che hanno dato al settore del gioco e al Paese, riportando così nel suo giusto alveo, come peraltro fatto dal Consiglio di Stato, l’intera vicenda".