Corte dei Conti: Snai Annuncia il Primo Ricorso

Corte dei Conti: Snai Annuncia il Primo Ricorso

Scritto il 23/02/12 - da Morganti, Ana Notizie

Non solo dovrà versare 210 milioni di euro, ma a Piazza Affari il titolo perde l’8,28 per cento. La sentenza della Corte dei Conti sulle Slot è una mazzata doppia per Snai.

Il gruppo nato nel 1990 e dal 1999 leader in Italia nella fornitura di servizi telematici per la raccolta e la gestione di scommesse ippiche, sportive, concorsi pronostici e apparecchi automatici da intrattenimento, però non ci sta.

Snai ricorrerà in appello contro la sentenza della Corte dei Conti relativa alle penali per i presunti inadempimenti nella gestione della fase di avvio della rete telematica. "E' in corso un'approfondita analisi tesa a valutare la portata della sentenza" ha spiegato Snai in una nota.  

"Impugneremo la sentenza allo scopo di far emergere la correttezza della nostra condotta, da cui non può conseguire responsabilità di sorta. La proposizione dell'appello determinerà la sospensione ex lege degli effetti della sentenza impugnata".

E in ballo ci sarebbe anche l’integrazione con Cogetech di cui abbiamo parlato in questo sito all’inizio di gennaio. Con la Cogetech condannata a sua volta a sborsare 255 milioni di euro: “Valuteremo l’impatto che la sentenza può avere sul completamento dell'operazione".

La sentenza n. 214/2012 emessa della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, e depositata lo scorso 17 febbraio, riguarda il giudizio di responsabilità amministrativa promosso dal Procuratore Regionale per il Lazio con atti di citazione emessi il 3 ed il 4 dicembre 2007 contro le 10 società concessionarie della raccolta del gioco lecito tramite apparecchi da divertimento ed intrattenimento, tra le quali la Snai, in relazione alla nota vicenda connessa alle penali per i presunti inadempimenti nella gestione della fase di avvio della rete telematica.

Verrebbe però da pensare che “lo sconto” concesso ai concessionari dovrebbe accontentare, invece gli animi sono agitati.

Il fatto che i magistrati contabili abbiano ridotto di oltre il 95 per cento la cifra richiesta inizialmente dal pm Marco Smiroldo, visto che cinque anni fa erano 98 miliardi, poi limati a 2,5 con la sentenza del 16 febbraio, per tutte le concessionarie, non basta.

Le società coinvolte avvertirebbero la bastonata più sonora del previsto visto che alla vigilia si parlava di una sanzione (comunque discutibile viste le condizioni del sistema italiano tra il 2003 e il 2007) di soli 500 mila euro.

Le sanzioni

Tutto sommato alla Snai è andata bene, visto che nella speciale classifica delle sanzioni non è ai primi posti:

  • 845 milioni di euro per Bplus
  • 255 a Cogetech
  • 245 a Sisal Slot
  • 235 a Gamenet
  • 210 alla Snai
  • 200 ad Hbg
  • 150 a Gmatica
  • 120 milioni agli spagnoli di Cirsa Italia
  • 115 all’altro player spagnolo Codere
  • 100 a Lottomatica

Lottomatica e Snai, le due principali aziende italiane (e le sole due quotate in Borsa), hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Sisal si è già accodata almeno nelle intenzioni e così faranno tutti gli altri come anticipato da Acadi, l’associazione di categoria.

Dovrebbero volerci almeno due anni per riaffrontare la vicenda in appello.

Questo lasso di tempo gioca a favore delle concessionarie condannate, visto che il pagamento della multa non è immediato e ci vorranno parecchie perizie.

Con tutta l’ìincertezza, così come le perplessità della stessa sentenza, dovuta al clima sperimentale del periodo cui si riferisce il provvedimento. La ensazione è che la multa possa essere ulteriormente limata.

Di certo c’è il negativo a Piazza Affari. Tra lunedì e martedì Lottomatica e Snai non hanno partecipato al rally dei listini coinciso con il salvataggio greco: la prima ha accusato un’ulteriore contrazione dello 0,2 per cento, mentre  la seconda è rimasta sostanzialmente stabile senza però recuperare il terreno perso venerdì.