<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<title>Casinotoplists - News</title>
		<link>http://casinoonline.it/feed/news</link>
		<description>Welcome to the Casinotoplists rss feed.</description>

		
		<item>
			<title>Sentenza Stanleybet: Chi Si Lecca le Ferite?</title>
			<link>http://casinoonline.it/chi-ha-perso-con-stanleybet</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In tutte le battaglie ci sono vincitori e vinti, trionfatori morali e sconfitti di riflesso. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, Stanleyet è uscita vittoriosa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma,&lt;em&gt; chi ha perso? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’Italia. Il sistema italiano del gioco, che ci ha rimesso la faccia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma in questi casi l’effetto domino è appena all’inizio e i tasselli hanno appena cominciato a cadere gli uni sugli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E che l’apparato del betting nazionale sia all’ennesima batosta non è una novità. L’ultimo verdetto di Lussemburgo ha dato ragione al colosso inglese dei boomakers, ma non fa altro che inserirsi in scia alle numerosissime sentenze di assoluzione per mancanza di fatti o reati che, senza giungere fino alla Corte di Giustizia Europea, hanno dato ragione a quei ricevitori-tabaccai e operatori che hanno avuto il coraggio di lottare fino in fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E l’elenco non è finito perché altri contenziosi sono ancora pendenti in sede comunitaria e, vista la tendenza, potrebbero avere giustizia come i casi che li hanno preceduti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Sono dodici anni abbondanti, cioè fin dal 1999, che la politica e l’amministrazione dei giochi in Italia è inadeguata, carente e dannosa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’Erario ha perso ottime opportunità, il mercato non è stato soddisfatto e i ricevitori sono stati tagliati fuori, nonostante le raccomandazioni di tutela richieste dal Parlamento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Per il Sindacato Nazionale Ricevitori aderente FeLSA-CISL, dopo la sentenza “Gambelli” del 2003, la sentenza “Placanica” del 2007, e l’ultima “Costa-Cifone” del 16 febbraio 2012, è palese l’errore di valutazione del Governo italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Sono precise responsabilità degli organi amministrativi e di governo che non hanno voluto fare affidamento su una rete efficiente di ricevitori che da sempre hanno servito lo Stato, ma hanno consentito con le loro scelte l’inserimento di soggetti non solo inesperti, ma spesso di dubbia provenienza”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma se dal passato arrivano conferme, dal futuro potrebbero arrivare preoccupazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il sindacato si chiede “Fino a quando durerà questo dispendioso percorso ostinatamente voluto dallo Stato?”. &lt;br/&gt; Se l’andazzo continuerà a essere questo si sprecheranno milioni di euro: “L’Italia continuerà a pagare sanzioni economiche imposte dagli organi comunitari”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Conseguenza: “Si continuerà a sperperare ingenti quantità di denaro pubblico in un momento difficile per il nostro paese”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Allora forse varrebbe la pena fermarsi un momento piuttosto che andare avanti con nuove iniziative che rischiano di portare altre sanzioni, altre multe, altri fallimenti. E figuracce.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il nuovo bando di gara più volte sbandierato sarebbe un autogol doppio: perché si farebbe sulla falsariga dei precedenti, e le sentenze hanno in pratica bocciato il sistema.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E poi perché gli attesi 7 mila nuovi punti andrebbero a ingolfare un mercato già in crisi, dove chi c’è già non guadagna quanto dovrebbe/vorrebbe, e chi si inserirebbe otterrebbe meno di quanto si aspetta.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E a calcare la mano su questo aspetto è sempre il sindacato Snr, bacchettando ancora il bando Bersani: “Non sono stati ancora attivati tutti i punti previsti dal bando Bersani, anche se lacunoso, e si pensa di poter avere successo con un nuovo bando?”&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’eredità della vittoria di Stanleybet è una sconfitta che sa di beffa. E all’orizzonte c’è il caos: altri operatori e bookmaker faranno leva sulla sentenza Costa  - Cifone, che di fatto potrebbe costringere l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato a rivedere nuovamente il sistema normativo, partendo proprio dalle modalità di assegnazione delle licenze.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:00:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/chi-ha-perso-con-stanleybet</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>Corte dei Conti: Snai Annuncia il Primo Ricorso</title>
			<link>http://casinoonline.it/ricorso-snai-sentenza-slots</link>
			<description>&lt;p&gt;Il gruppo nato nel 1990 e dal 1999 leader in Italia nella fornitura di servizi telematici per la raccolta e la gestione di scommesse ippiche, sportive, concorsi pronostici e apparecchi automatici da intrattenimento, però non ci sta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Snai ricorrerà in appello contro la sentenza della Corte dei Conti relativa alle penali per i presunti inadempimenti nella gestione della fase di avvio della rete telematica. &quot;E' in corso un'approfondita analisi tesa a valutare la portata della sentenza&quot; ha spiegato Snai in una nota.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Impugneremo la sentenza allo scopo di far emergere la correttezza della nostra condotta, da cui non può conseguire responsabilità di sorta. La proposizione dell'appello determinerà la sospensione ex lege degli effetti della sentenza impugnata&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E in ballo ci sarebbe anche l’integrazione con Cogetech di cui abbiamo parlato in questo sito all’inizio di gennaio. Con la Cogetech condannata a sua volta a sborsare 255 milioni di euro: “Valuteremo l’impatto che la sentenza può avere sul completamento dell'operazione&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sentenza n. 214/2012 emessa della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, e depositata lo scorso 17 febbraio, riguarda il giudizio di responsabilità amministrativa promosso dal Procuratore Regionale per il Lazio con atti di citazione emessi il 3 ed il 4 dicembre 2007 contro le 10 società concessionarie della raccolta del gioco lecito tramite apparecchi da divertimento ed intrattenimento, tra le quali la Snai, in relazione alla nota vicenda connessa alle penali per i presunti inadempimenti nella gestione della fase di avvio della rete telematica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Verrebbe però da pensare che “lo sconto” concesso ai concessionari dovrebbe accontentare, invece gli animi sono agitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto che i magistrati contabili abbiano ridotto di oltre il 95 per cento la cifra richiesta inizialmente dal pm Marco Smiroldo, visto che cinque anni fa erano 98 miliardi, poi limati a 2,5 con la sentenza del 16 febbraio, per tutte le concessionarie, non basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le società coinvolte avvertirebbero la bastonata più sonora del previsto visto che alla vigilia si parlava di una sanzione (comunque discutibile viste le condizioni del sistema italiano tra il 2003 e il 2007) di soli 500 mila euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto sommato alla Snai è andata bene, visto che nella speciale classifica delle sanzioni non è ai primi posti:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;845 milioni&lt;/strong&gt; di euro per&lt;strong&gt; Bplus&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;255 a Cogetech&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;245 a Sisal Slot&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;235 a Gamenet&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;210 alla Snai&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;200 ad Hbg&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;150 a Gmatica&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;120 milioni agli spagnoli di Cirsa Italia&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;115 all’altro player spagnolo Codere&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;100 a Lottomatica&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lottomatica e Snai&lt;/strong&gt;, le due principali aziende italiane (e le sole due quotate in Borsa), hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Sisal si è già accodata almeno nelle intenzioni e così faranno tutti gli altri come anticipato da Acadi, l’associazione di categoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dovrebbero volerci almeno due anni per riaffrontare la vicenda in appello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo lasso di tempo gioca a favore delle concessionarie condannate, visto che il pagamento della multa non è immediato e ci vorranno parecchie perizie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con tutta l’ìincertezza, così come le perplessità della stessa sentenza, dovuta al clima sperimentale del periodo cui si riferisce il provvedimento. La ensazione è che la multa possa essere ulteriormente limata.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di certo c’è il negativo a Piazza Affari. Tra lunedì e martedì Lottomatica e Snai non hanno partecipato al rally dei listini coinciso con il salvataggio greco: la prima ha accusato un’ulteriore contrazione dello 0,2 per cento, mentre  la seconda è rimasta sostanzialmente stabile senza però recuperare il terreno perso venerdì.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 07:00:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/ricorso-snai-sentenza-slots</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>Corte dei Conti: un Terremoto tra le Slots</title>
			<link>http://casinoonline.it/sentenza-corte-dei-conti-slots-italia</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A distanza di 48 ore dalla decisione della Corte di giustizia europea che ha dato ragione a Stanleybet, è arrivata un’altra bocciatura per lo Stivale del gioco: la Corte dei Conti ha deciso sulla vicenda delle penali Slot imponendo alle concessionarie di sborsare 2 miliardi e mezzo di euro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Dieci le compagnie coinvolte, ma soprattutto i piani alti dei Monopoli. Ogni concessionaria dovrà pagare tra i 200 e i 300 milioni di euro. La cifra è salata perché tutto comincio nel 2004 e otto anni dopo il conto è salato. Ecco perchè:&lt;/p&gt;
&lt;ul style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;li&gt;nel 2004 i 10 concessionari di rete (&lt;strong&gt;Lottomatica, Snai, Sisal, Cirsa, Codere, Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus e Hbg&lt;/strong&gt; )hanno siglato le convenzioni con i Monopoli di Stato, e hanno avviato il mercato delle newslot. La rete avrebbe dovuto essere completata entro il 31 dicembre del 2004, in realtà sarebbe di fatto stata completata solo nel 2006 inoltrato. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;2007. E'stata la Corte dei Conti a contestarle all'inizio del 2007, quantificando un importo complessivo di 90 miliardi di euro. giugno 2007, Le richieste di pagamento sono state prontamente impugnate al TAR Lazio. A breve distanza, è intervenuto il Parlamento che ha impegnato il Governo a rivedere gli accordi di concessione. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;2008. Era aprile quando il TAR Lazio ha annullato le note di Aams - basate sul conteggio della Corte dei Conti - sostanzialmente affermando la sproporzione dei precedenti parametri. Negli stessi mesi, concessionarie e Aams - sulla base della risoluzione parlamentare - hanno pattuito nuovi criteri di calcolo delle penali, che portano al conteggio di sanzioni molto più contenute. Di qui, accanto al contenzioso pendente presso la Corte dei Conti, ne è  partito un secondo - che però riguardava solo tre delle quattro penali, conteggiate sui nuovi criteri - di fronte al giudice amministrativo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; 2010. Tutto sembra risolversi di fronte al Consiglio di Stato con una serie di sentenze che hanno assolto i concessionari: per il giudice amministrativo si trattava di una rete senza paragoni nel mondo, allestita per la prima volta in via sperimentale, le concessionarie pertanto non potevano essere ritenute responsabili dei ritardi nell'avvio.  &lt;/li&gt;
&lt;li&gt; A Novembre 2010, la Corte dei Conti dispone una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) per accertare le responsabilità dei concessionari per il ritardo nell’avvio della rete. Chiama inoltre in causa Sogei (finora rimasta estranea al procedimento) &quot;uno dei principali artefici della gestione telematica della rete&quot;, scrive la Corte. A novembre 2011 l'ultima udienza di fronte al giudice contabile, la Procura Regionale conferma le richieste di condanna, avanzando tre conteggi: 90 miliardi, 2,7 miliardi e 800 milioni a seconda dei criteri utilizzati per il conteggio.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Federazione Sistema Gioco Italia&lt;/strong&gt; di Confindustria si dice “sorpresa per la recente sentenza della Corte dei Conti”. Secondo il presidente Massimo &lt;strong&gt;Passamonti&lt;/strong&gt;: “Le contestazioni, operate in sede di giudizio contabile, sembrano non tener in alcun conto che gli operatori hanno sempre operato nel pieno rispetto delle norme dello Stato e, attraverso la loro attività, hanno contribuito in modo decisivo all'emersione dall'illegalità' del settore delle new slot” . Confidiamo che nelle valutazioni dei giudici di secondo grado ci sarà il pieno riconoscimento della correttezza dell'operato dei concessionari”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La sentenza della &lt;strong&gt;Corte dei Conti&lt;/strong&gt; potrebbe mettere fine a una lunga battaglia legale. Una vicenda difficile e complessa per il settore che nel 2011 ha garantito - grazie a una rete di 360 mila slot e più di 39 mila Videolotteries, le macchine di ultima generazione con jackpot fino a 500 mila euro - incassi per circa 45 miliardi sui 79,9 complessivi dell'intero mondo dei giochi made in Italy, con entrate erariali di circa 4 miliardi (56% della raccolta complessiva).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il gruppo &lt;strong&gt;Sisal&lt;/strong&gt; ha già annunciato battaglia e ricorrerà in appello: “Riteniamo di aver sempre operato nel pieno rispetto dei principi di correttezza e trasparenza e degli obblighi concessori assunti”&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo &lt;strong&gt;Acadi&lt;/strong&gt; - Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento, costituita da Cirsa, Codere, Cogetech, GMatica e SisalSlot “Tutti gli attori coinvolti ricorreranno in appello”. L’auspicio è che la memoria non sia corta: “Confidiamo che nei giudici di secondo grado vi sia pieno riconoscimento del contesto in cui i concessionari hanno operato e del grande contributo che hanno dato al settore del gioco e al Paese, riportando così nel suo giusto alveo, come peraltro fatto dal Consiglio di Stato, l’intera vicenda&quot;.               &lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:30:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/sentenza-corte-dei-conti-slots-italia</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>Sentenza StanleyBet: Quando Esplode la Bomba</title>
			<link>http://casinoonline.it/sentenza-stanleybet-2012</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non c’è due senza tre. È arrivata la terza sentenza della Corte di Giustizia che boccia il sistema italiano delle scommesse e da ragione a Stanleybet. Dopo la sentenza “Gambelli” del 2003 e la sentenza “Placanica” del 2007, è arrivata il 16 febbraio 2012 la sentenza sui casi “Costa-Cifone” dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;IL NUOVO QUADRO GENERALE&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sarà sempre più difficile porre i sigilli alle agenzie di scommesse prive di concessione, purché collegate ad un bookmaker estero (come nel caso degli imputati Costa e Cifone con Stanleybet) che sia stato escluso ingiustamente dalle gare Aams, dopo la sentenza appena pubblicata dalla Corte di Giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La decisione è un terremoto che fa vacillare un sistema che conta  3,8 miliardi di euro di incassi nel 2011 (oltre 180 milioni all'Erario, tra aliquota e tasse addizionali) e circa 7 mila punti vendita autorizzati dai Monopoli di Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La non conformità delle norme italiane che prevedono sanzioni per chi opera senza il permesso delle autorità - almeno limitatamente agli intermediari di bookmaker come Stanleybet che sono stati esclusi dalle gare passate - sarà recepita dai giudici italiani e rischia di provocare una sostanziale deregulation del settore scommesse.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;COSA SUCCEDEVA&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L'Italia, seguita poi da Francia e Spagna ha adottato per i giochi un sistema di concessioni: le compagnie che vogliono commercializzare giochi devono partecipare a una gara indetta dai Monopoli di Stato. Le prime gare consentivano solo alle compagnie costituite sotto determinate forme giuridiche di partecipare, una restrizione che fu al centro delle precedenti sentenze Gambelli e Placanica. Nonostante i correttivi apportati negli anni il bookmaker Stanleybet - che ha sollevato l’ultimo caso e anche i due precedenti di fronte alla Corte di Giustizia Europea - sostiene che il sistema italiano tuttora riconosca privilegi alle compagnie che fin dall'inizio hanno potuto accedere al mercato.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’ANALISI E LA SENTENZA&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A sentire puzza di bruciato è stata la Corte di Cassazione che, investita del procedimento, ha ritenuto sussistere dei dubbi riguardo alla compatibilità della disciplina nazionale con la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi garantite dal diritto dell’Unione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Grande soddisfazione dalla Stanleybet, nelle parole dell’amministratore delegato &lt;strong&gt;David&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Purvis&lt;/strong&gt;: “Stanleybet riceve dalla Corte di Giustizia il definitivo riconoscimento del suo diritto ad accedere al mercato italiano in condizioni di assoluta &lt;strong&gt;parità&lt;/strong&gt; con gli altri &lt;strong&gt;concessionari&lt;/strong&gt; nazionali&quot;. Fine della strada, inoltre, per tutti gli operatori clandestini che si sono serviti della posizione Stanleybet per vantare una legittimità che non avevano. La Corte ha finalmente fatto chiarezza. Oggi i Monopoli, e più in generale le autorità italiane, dovranno riconoscere il diritto di Stanleybet ad operare &quot;in un mercato italiano libero, concorrenziale e proporzionato”.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’OPINIONE DI CONFINDUSTRIA&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sulla sentenza si è espressa anche la neonata Sistema Gioco Italia che intravede fiducia e soprattutto miglioramenti nel futuro, attraverso le parole del presidente &lt;strong&gt;Massimo Passamonti&lt;/strong&gt;: &quot;Si tratta di una sentenza che conferma nella sostanza la validità del sistema concessorio italiano; i rilievi mossi riguardano singoli aspetti attuativi che certamente dovranno essere affrontati.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Noi per primi ci auguriamo che vengano presto risolti per dare certezza a tutti i concessionari di AAMS, italiani e stranieri, che in questi anni si sono fatti carico di investimenti e scelte imprenditoriali significative in funzione proprio delle normative vigenti nel nostro Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Siamo fiduciosi che lo Stato italiano vorrà salvaguardare gli interessi di un settore normato principalmente in funzione della tutela dei consumatori e dell'ordine pubblico. Auspichiamo l'apertura di un tavolo di confronto a livello politico e amministrativo per ridare certezza al mercato.&quot;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:00:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/sentenza-stanleybet-2012</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>&quot;Uniti Contro l&#39;Azzardo&quot;: i Cartelli Buoni Esistono</title>
			<link>http://casinoonline.it/uniti-contro-l-azzardo-cartelli-buoni-esistono</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il “cartello” è una strategia di mercato che è vietato attuare. A meno che il blocco unico non serve a combattere l’usura: è nato il cartello “Insieme contro l’azzardo”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Presentato dalla Consulta nazionale Antiusura nella sede della Caritas di Roma l’operazione è cominciata con il chiaro intento di combattere l’usura, uno degli “indotti” del gioco d’azzardo che sta flagellando migliaia di famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla base dell'iniziativa c’è la consapevolezza dello stretto legame tra diffusione del gioco d'azzardo, incluso il gioco pubblico, crescente impoverimento di persone e famiglie, e necessità del contrasto sempre più fermo e deciso nei confronti di fenomeni criminali che attraversano l'azzardo, primo tra tutti l'usura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Tutte le associazioni, le istituzioni, gli organismi di ispirazione cattolica e sociale e gli stessi organi di informazione debbono sentirsi coinvolti, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e di denuncia sui pericoli e i danni che il ricorso al gioco sta determinando anche sulle nuove generazioni che affidano la costruzione del loro futuro all’azzardo piuttosto che al lavoro” ha dichiarato Monsignor D’Urso, presidente della fondazione antiusura da lui fondata.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’azzardo è il nuovo gioco delle mafie. Un affare da miliardi di euro e migliaia di persone rovinate non solo dal gioco ma dalla criminalità.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco dunque la ratio dell’unione delle Fondazioni Antiusura, che  promosso l'iniziativa di sensibilizzazione e di denuncia sui pericoli e i danni che il ricorso al gioco sta producendo sulle nuove generazioni, che a volte affidano la costruzione del loro futuro all'azzardo piuttosto che al lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il cartello contro l’usura c’era già ed è stato rilanciato. Il cartello contro il gioco d’azzardo è stato appena costituito.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il cartello, all’unanimità, ha ribadito le finalità che ispirarono il “servizio” delle Fondazioni antiusura: prevenzione, solidarietà, educazione alla legalità e tutoraggio, lamentando la mancanza di rifinanziamento della legge.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È stata rilanciata la richiesta delle famiglie all’accesso al fondo di solidarietà riconosciuto finora solo agli esercenti attività economica. Sono state espresse da tutti i convenuti allarmanti preoccupazioni sul pesante fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle imprese e sul conseguente ricorso al mercato del credito illegale, che oggi ha assunto dimensioni allarmanti aggravato dalla particolare situazione economica; fenomeno che non può lasciare insensibile chi ha responsabilità istituzionali affinché vengano assicurati nuovi e più adeguati strumenti di contrasto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutti si sono impegnati per rivitalizzare il Cartello antiusura, preannunciando diverse iniziative da tenere in tutta Italia per combattere anche il gioco d’azzardo, anticamera dell’usura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In particolare è stata sottolineata la situazione economica, peggiorata del 15,2 per cento negli ultimi dodici mesi, dei ceti medi e medio-bassi; quasi la metà delle famiglie italiane (48,5 per cento) è costretta a usare i risparmi accumulati in passato per arrivare a fine mese, e incontra molte difficoltà a superare la fatidica “quarta settimana” (45,7 per cento) mentre il 27,3 per cento non arriva a fine mese.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oltre il 70 per cento degli italiani non riesce più a risparmiare; il 24,9 per cento dichiara di avere difficoltà a pagare la rata del mutuo e quasi un quinto (il 18,6 per cento) ha lo stesso problema con il canone di affitto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questi dati incentivano Caritas e le fondazioni Antiusura ma assumono rilievo ancora maggiore alla luce dei dati resi noti da Eurostat, l'ufficio statistico dell'UE, da cui emerge che ben 14,7 milioni di italiani sono a rischio povertà ed esclusione sociale.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 03:00:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/uniti-contro-l-azzardo-cartelli-buoni-esistono</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>SuperEnalotto: Ancora Censura ad una Pubblicità</title>
			<link>http://casinoonline.it/censura-pubblicita-superenalotto</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ancora una pubblicità, ancora polemiche.L’ultimo reclame di Aams per promuovere la lotteria sembra ancora una volta farsi beffa di principi morali e di tempi bui.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Lasciatemi sognare, con la schedina in mano” si canta nello spot. E il polverone si fa tormenta.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La classe politica senza distinzioni di colori aveva ottenuto la censura e il ritiro dello spot “La prima volta” lanciato dall’agenzia del Monopolio speculando sul raggiungimento della maggiore età e sulla perdita della verginità di un ragazzo perfino in Rai e soprattutto su internet.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stessa sorte dovrebbe ora toccare ad un video promozionale del gioco legale che starebbe circolando nelle scuole per spiegare la differenza tra gioco buono e giusto e gioco illegale. Che poi, comunque, è pur sempre gioco – ed in quanto tale, secondo molti, un qualcosa da cui i giovani dovrebbero stare lontani.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il messaggio non sembra dunque essere &lt;em&gt;esattamente&lt;/em&gt; definibile come educativo ed arriva direttamente da una società concessionaria statale, la Sisal, che pur essendo privata opera in rapporto strettissimo con il ministero dell’Economia e delle Finanze che, secondo gli ultimi dati, ha chiuso il 2011 con una crescita del 17,6 per cento rispetto all'anno precedente per un volume d'affari che ha superato i 13,3 miliardi di Euro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Lasciatemi sognare!”, grida il nuovo spot del Superenalotto. E quella canzoncina ancorata a un motivetto piacevole e spensierato gira invece su TV, stampa, radio, affissioni e web e infastidisce.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C’è chi vuole la vigna per produrre il vino, chi aspira a essere il produttore di un film, un ragazzo vuole essere il presidente della sua squadra di calcio, mentre un altro ancora vuole sistemare la sua Compagnia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come? Non lavorando ma “con un sistema in ricevitoria”. Proseguendo un camionista vuole vincere per regalare un milione a Giulio e uno a Maria. Infine, il penultimo in ordine di apparizione, vuole mettere su una scuderia, e l’ultimo rivolgendosi alla sua fidanzata, canta “faccio una follia, ti prendo e ti porto via”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo spot, a essere maligni da pure un calcio all’emancipazione femminile: una donna sogna il parco giochi per i suoi bambini, un’altra nuda e sommersa di schiuma saponata dentro una vasca da bagno vuole champagne ghiacciato a tutte le ore (per fare cosa?!) e la terza vuole dare, sempre ai figli, un futuro splendente.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Con il Superenalotto la donna ritorna indietro di 50 anni a badare al focolare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; E la pubblicità riporta indietro ai tempi di Berlusconi. Non per i rimpianti. Ma per chiedersi se in fondo in fondo Monti che approva l’invito “a sognare con una schedina in mano” non lanci lo stesso messaggio per le “ragazze che dovevano trovarsi un giovane ricco per sistemarsi”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel remake della canzone del Toto nazionale una frase è diventata: “vorrei Champagne a tutte le ore”. Gli italiani però, soprattutto chi è finito nel tunnel della dipendenza del gioco (vedere il Forum sul sito del Gioco d’Azzardo Patologico) si accontenterebbero di poter fare la spesa con i beni più comuni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Allora si che tornerebbe buona la frase finale della canzone di Cutugno: “Sono un italiano vero”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;Articolo di: L.C.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:00:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/censura-pubblicita-superenalotto</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>La COOP Sei Tu. Se Non Giochi al Gratta e Vinci.</title>
			<link>http://casinoonline.it/via-i-gratta-e-vinci-dalla-coop</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Neanche un mese dopo lo scandalo delle Poste Italiane con la richiesta di cessazione della vendita (talvolta insistente da parte degli impiegati) dei Gratta e Vinci, stavolta è una delle istituzioni alimentari d’Italia a scagliarsi contro il gioco d’azzardo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una macchina di ferro, di quelle che avrete di sicuro visto in giro. Di solito sono gialle e al loro interno, proprio come nei distributori automatici di bibite e snack, basta inserire l’importo e prelevare dalla bocca in basso il prodotto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il Ritorno della “Questione Etica”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma all’Ipercoop di Ciriè, in provincia di Torino il gigante di ferro è stato bandito.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una lettera firmata da alcuni soci della Coop (Davide Pelanda, Daniela Capitanucci e Filippo Torrigiani) ha riportato lo Statuto della Cooperativa firmato dai padri fondatori del colosso alimentare in cui ci sarebbero tutte le ragioni per chiedere la rimozione da tutti i supermercati della catena.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Bastano i primi punti per condannare il “mostro” di ferro:&lt;/p&gt;
&lt;ul style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;li&gt;La cooperativa lavora a vantaggio di tutti i consumatori e della comunità. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;è impegnata nella difesa dei diritti e degli interessi di tutti i consumatori nella difesa della salute. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La cooperativa appartiene ai soci, primi destinatari e protagonisti del percorso di sviluppo umano e creazione di valore che ispira l’attività cooperativa. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tutti sono parimenti impegnati per la realizzazione degli impegni che la Cooperativa si è assunta con la carta dei diritti. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Si impegna a rappresentare gli interessi dei consumatori nel mercato e nella società.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se l’equazione poi è completata dal fatto che i Gratta e Vinci si collocano al secondo posto delle preferenze dei giochi d’azzardo praticati dagli italiani, assorbendo il 15 per cento del totale dei consumi nel 2011, senza entrare nei danni provocati dal gioco c’è un aspetto da sottolineare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché se è vero che milioni di italiani giocano d’azzardo, altre migliaia di persone stanno perdendo la fiducia. E con questo gesto si rischia di commettere due disastri: istigare le famiglie che vanno a fare la spesa a tentare la fortuna, rovinare l’immagine e quindi mettere in difficoltà singoli supermercati e catena intera. Con tutti i problemi a livello occupazionale che ne scaturirebbero.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E i tre firmatari della lettera, dopo aver riportato i pilastri etici di Coop, chiudono senza possibilità alcuna il discorso: “Dal momento che è espressamente previsto che i prodotti lontani da questi requisiti non debbano essere messi in vendita si chiede l’immediata sospensione di vendita di tali prodotti e il non avvio in altri punti vendita Coop”&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma non finisce qui: Controlli in VIsta&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;In arrivo una serie di controlli: a Filippo Torrigiani la macchinetta dei Gratta e Vinci proprio non è andata giù.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tra i tre firmatari della lettera c’è anche l’esponente del Pd e responsabile delle problematiche legate al gioco d’azzardo dell’associazione ‘Avviso Pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“Avvieremo un’indagine su tutte le Coop della Toscana per capire se esistono supermercati dove si trovano questi distributori automatici di Gratta e Vinci”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi Torrigiani ha sottolineato il dovere del ruolo della Coop: “La cooperativa lavora a vantaggio di tutti i consumatori e della comunità, quindi le sue decisioni in materia economica e di marketing non dovrebbero mai dimenticare certi principi e valori morali. È diseducativo vendere Gratta e Vinci”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;Articolo di: L.C.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 07:30:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/via-i-gratta-e-vinci-dalla-coop</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>Gioco Ergo Sum 2: Capire il Gioco in Italia</title>
			<link>http://casinoonline.it/gioco-ergo-sum-due</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma soprattutto, quando questi numeri acquistano potere? Lo fanno nel momento se e quando vengono paragonati con il passato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco così che  il Censis tira le somme con l’Abstract della Ricerca : “&lt;strong&gt;Gioco ergo Sum&lt;/strong&gt;”.  Titolo dal sapore di provocazione, ma che fa riflettere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E il pensiero non  resta fermo a cavallo tra ieri e oggi ma guarda anche al domani e sarà lì che arriveranno numeri e percentuali: a sbirciare su cosa succederà, o dovrebbe succedere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sette anni di crescita, sette anni di cambiamenti. È questa la fetta di tempo su cui si ferma la lente di ingrandimento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dal 2004 al 2011 e un crescendo esponenziale sotto ogni punti di vista:&lt;/p&gt;
&lt;ul style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;li&gt;È vero, c’è chi si “rovina” con il gioco. Ma c’è anche chi, la propria vita, l’ha cambiata davvero. Perché i soldi che tornano nelle tasche dei giocatori sono più della metà: nel 2010 si restituisca agli scommettitori il 54, 5 per cento. E l’anno scorso nei portafogli degli italiani è ritornato il 77 per cento dei soldi messi sul piatto.  E che dire della nuova frontiera del pay-out? Grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi giochi on line le vincite oscillano tra il 90 e il 97 per cento. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nel biennio 2010 – 2011la raccolta è aumentata del 25,7 per cento, passando da 60,9 miliardi a 76, 6 miliardi di euro. Quindi, mixando il primo e il secondo dato otteniamo che, a fronte dei 76,6 miliardi raccolti, 58,9 sono tornati ai giocatori sotto forma di vincite.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per la ricerca è stato selezionato un campione di 2800 imprese del settore aderenti a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici così distribuite:&lt;/p&gt;
&lt;ul style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;li&gt;al Nord 1.173 (691 nel Nord-Ovest, 482 nel Nord-Est);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;al Centro 718;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;al Sud 888 (di cui 209 nelle Isole).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le aziende pertanto sono omogeneamente distribuite a livello geografico: 42% al Nord, 26% al Centro, 32% al Sud. Che hanno registrato complessivamente ricavi lordi pari a circa il 10,9 per cento della raccolta totale, dove  il pay-out pesa per il 77 per cento, la tassazione per il 12,1 per cento).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa quota è a sua volta così ripartita: il 7,8 per cento viene destinato alla remunerazione della rete (agenzie, ricevitorie, gestori slot, etc.) e il restante 3,1 per cento alle società concessionarie.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma a crescere è anche l’offerta. È un mercato che si adegua, che migliora che progredisce e si allinea alle nuove tendenze. E quindi costa. Gli investimenti pesano e sono l’altra faccia della medaglia. Quella faccia che genera indotto, posti di lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La faccia buona, con i tratti somatici che finiscono nella colonnina dei “Pro”, degli aspetti a favore del gioco. Per esempio circa il 50 per cento del fatturato è destinato all’acquisto di servizi e oltre 800 milioni rappresentano i costi del personale.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco quindi un nodo importante di questo mondo: chi ci lavora. Il numero di persone occupate nel settore ha superato le 20 mila unità nel 2010&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; con una crescita costante nel tempo (erano poco meno di 6 mila nel 2004 e 15 mila circa nel 2008).&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Viaggio nel tempo. Cosa accadrà?&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;-          &lt;strong&gt;Nel breve periodo&lt;/strong&gt;. La raccolta di giocate crescerà nell’ordine del 17-18 per cento per il 2012 e dell’11-12 per cento per il 2013, grazie soprattutto ai comparti delle slot machines e dei giochi skill a distanza. Le tecnologie saranno sempre più sviluppate anche a fronte di un’evoluzione nell’offerta dei prodotti, che richiederà allo stesso tempo un impegno maggiore nei controlli da parte dello Stato e dei concessionari.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;-          &lt;strong&gt;Nel lungo periodo&lt;/strong&gt;. Bisognerà fare i conti con la costituzione di una nuova Agenzia e con il Testo Unico sui giochi. Sarà un mercato fortemente concorrente e gli avversari non saranno solo quelli dello stesso territorio ma anche internazionali. E in tutto questo ci sarà una grande battaglia all’illegalità, il contrasto alle infiltrazioni criminali sarà ferreo: attuazione delle disposizioni normative vigenti, comunicazione, formazione fino al presidio del territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco cosa succederà. O cosa dovrebbe succedere. Il condizionale è d’obbligo, perché è pur sempre una questione di probabilità.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 07:30:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/gioco-ergo-sum-due</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>Editoriale: Chi Accenderà il Rogo Contro il Gioco?</title>
			<link>http://casinoonline.it/chi-accendera-fuoco-contro-il-gioco</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;“&lt;strong&gt;È uno Stato biscazziere&lt;/strong&gt;” come accusa addirittura il Corriere della Sera, sceso sulla piazza del rogo allestito per gioco e giocatori. Ma non ancora acceso.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma forse viene da chiedersi quale sia il nemico al di là della barricata. E se c’è davvero un nemico e che non si stia sparando solo verso qualcosa che si muove.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché ogni attacco, accusa, critica, denuncia, interrogazione parlamentare, editoriale delle più note testate nazionali, trova sempre un “ma”. C’è poi quel “però” che fa saltare il banco dell’unanimità. &lt;strong&gt;Perché di “pro” ce ne sono parecchi&lt;/strong&gt;, anche se la colonnina dei “contro” sembra avere qualche voce in più.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma è qui il nodo cruciale: il dito è puntato contro chi ha fatto del gioco un costume nazional popolare, chi l’ha liberalizzato, legalizzato, diffuso, pubblicizzato, incentivato. Ma senza definire confini certi di un territorio perlopiù in espansione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Niente niente che se si affrontasse una volta per tutte l’affare Ludopatia, argomento tanto delicato quanto scomodo, forse diminuirebbero anche molti aspetti negativi del gioco?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vuoi vedere che se il Libro Verde europeo riuscisse ad avere alcuni capitoli mancanti, da leggere e adottare in tutti i paesi della Comunità ci sarebbe maggiore certezza e maggiore tutela?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Domanda in attesa di risposta quella del Corriere: “&lt;em&gt;Vale la pena di giocarsi l' anima di un Paese per lo 0,14 per cento del denaro che c' è sul piatto?&lt;/em&gt; La “miseria” si quantifica quindi in 2.171.000 euro su un totale di un miliardo e 557 milioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma più si guarda indietro e più ci si accorge che la miseria non è tanto l’introito quanto la condizione di molte famiglie. Quelle che dieci anni fa tentavano la fortuna giocando al Lotto, o magari la Schedina.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Che solo dire “Ho fatto 13” era sinonimo di svolta. O al limite la Lotteria di Capodanno, con il film manifesto di quegli anni con protagonista il ragionier Fantozzi. Erano giocate da 4 miliardi di euro. Traslate nel giro di poco tempo a scommesse elevate alla ventesima potenza: circa 75 miliardi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La Chiesa: “ È un paese alla deriva, dipendente da una droga da cui guardarsi ma verso cui occorre reagire con decisione” (Cardinale Bagnasco)&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Commissione Antimafia: “La colpa è del silenzio omertoso del sistema dell'informazione ''.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un silenzio condizionato ''dalla pubblicità dei concessionari''. È l’ultima dichiarazione di una piccola pattuglia di senatori paladini, come Raffaele Lauro e Luigi Li Gotti, che conduce una battaglia con relazioni, proposte di legge, e pubbliche denunce ''contro gli effetti devastanti del gioco e le irresponsabili politiche espansive del mercato del gioco, volute, in particolare, dall'ex-ministro Tremonti''.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Cnr: “Situazione preoccupante, i numeri sono in aumento, crescono i casi problematici soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Aumenta a dismisura il conto di chi almeno una volta nell’anno gioca d’azzardo”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Negli ultimi giorni sono scesi in campo anche Pd e Idv ancora una volta. E pure l’Udc.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non c’è differenza di credo politico, tutti chiedono chiarezza e tutela. Margherita Miotto, capogruppo del Pd ha presentato una richiesta per un’indagine conoscitiva e capire come affrontare il problema.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Augusto Di Stanislao (Idv) ha presentato &lt;strong&gt;un’interrogazione a risposta scritta&lt;/strong&gt; al Ministro dell’economia e delle finanze chiedendo di ridurre l’incentivazione del gioco indotta da marketing e pubblicità.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi è toccato al leader scudocrociato Rocco Buttiglione, che si è scagliato contro i Monopoli: “Non è accettabile che i Monopoli patrocinino una campagna multimediale di promozione del gioco d'azzardo, una campagna che parlando di gioco responsabile di fatto promuove tra i minori il gioco'.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; E quindi in tutto questo quadro, il Corriere si chiede, domanda a un popolo, giocatore e non, e a uno Stato dalla doppia faccia, “come si possa giustificare la distruzione psicologica, morale, economica e familiare e talvolta anche fisica di tante persone indebitate per il gioco, affermando che ha bisogno di incassare milioni di euro per restaurare monumenti e chiese, quando quel denaro viene sottratto a persone, famiglie che non hanno da mangiare e da pagare l' affitto?”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma su tutto c' è un altro tema, che Mario Monti per primo si deve porre: si può risanare un paese finanziariamente e nello stesso tempo abbandonarlo alle ingordigie di uno Stato biscazziere?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La pila è stata eretta. Chi, e se, accenderà il rogo?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;Articolo di: L.C.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 07:30:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/chi-accendera-fuoco-contro-il-gioco</guid>
		</item>
		
		<item>
			<title>AAMS e Riciclaggio: Riaperti i Termini fino al 29 Febbraio</title>
			<link>http://casinoonline.it/aams-riciclaggio-riaperti-termini-segnalazioni</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Aams ha prorogato il termine utile per la comunicazione delle segnalazioni antiriciclaggio. La scadenza è stata fissata per il 29 febbraio, ma nella possibilità rientrano solo i dati riferiti al secondo semestre del 2011.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato la concessione è accompagnata da una richiesta di celerità da parte degli operatori, che avrebbero già dovuto provvedere alle comunicazioni online entro il 31 gennaio nell’area dedicata del sito &lt;a href=&quot;http://www.aams.gov.it/&quot;&gt;www.aams.gov.it&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma si tratta di una misura straordinaria, forse dovuta alle notevoli novità in materia di antiriciclaggio che hanno gettato nel caos gli addetti ai lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per il futuro resta comunque valida la procedura che prevede la comunicazione semestrale entro il primo mese successivo al semestre (es da gennaio a giugno comunicazione entro luglio).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Attenzione però: si tratta delle sole comunicazioni in via telematica, mentre non verranno prese in alcun modo in considerazione le documentazioni inviate a mezzo cartaceo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il 31 gennaio doveva essere lo spartiacque con la nuova normativa entrata in vigore in seguito alla manovra Monti e battezzata “.anti crisi”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Da mercoledì 1 febbraio sono entrate in vigore le nuove sanzioni minime di 3 mila euro per chi non rispetta le nuove disposizioni in merito alla normativa sui trasferimenti di denaro in contanti e sui titoli al portatore per importi pari o superiori alla nuova soglia dei MILLE euro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Va precisato però che il minimo fisso si applica solo a irregolarità realizzate dopo il 15 giugno 2010,benchè la prescrizione quinquennale potrebbe rendere punibili anche irregolarità anteriori a tale data. La sanzione pecuniaria prevista va dall'1 per cento al 40 per cento dell'importo trasferito.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per quanto attiene quindi ai pagamenti effettuati agli esercenti da parte del gestore degli apparecchi da intrattenimento questi vanno quindi effettuati solo tramite bonifico bancario o postale o assegno bancario o assegno circolare non trasferibile. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; L’art. 12 del del d.l. 201/2011, convertito con legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha previsto il divieto di “ trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari, postali o al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto del trasferimento è complessivamente pari o superiore a mille euro”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le nuove regole si applichino per qualsiasi tipologia di trasferimenti ma hanno rilevanza sanzionatoria solo laddove le stesse risultino da documentazione contabile.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne deriva che, concretamente, l’attenzione dovrà riguardare operazioni che rilevino in scritture contabili, come recentemente ricordato dal dipartimento del Tesoro con circolare n.2, prot. N. 0004154, dello scorso 16 gennaio .&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne deriva che le operazioni concretamente a rischio sanzionatorio siano soprattutto quelle che emergono da contabilità ordinarie, in particolare in relazione a pagamenti di fatture o parcelle professionali in contanti ultrasoglia, da finanziamento fra soci e società e da distribuzione di utili in acconto (nelle società personali) o dopo l’approvazione del bilancio (nelle srl e nelle spa).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;Articolo di: L.C.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:30:00 -0500</pubDate>
			
			
			<guid>http://casinoonline.it/aams-riciclaggio-riaperti-termini-segnalazioni</guid>
		</item>
		
	</channel>
</rss>
