E se il social gaming fosse pericoloso?

E se il social gaming fosse pericoloso?

Scritto il 26/08/13 - da Giovanni Angioni Notizie

L'allarme arriva dall'Australia: telefonini e video game sempre in mano sono un rischio per gli adolescenti

Secondo un ricercatore della Tasmania specializzato in materie legate alla salute mentale dei giovanissimi, esisterebbe una correlazione tra la dipendenza dai videogiochi ed il problema del gioco compulsivo.

A sostenerlo è Cate Sinclair, capo della Cornerstone Youth Services, l’agenzia che ha studiato l’impatto avuto dalla crescita nel numero di dispositivi mobili  sulle abitudini dei videogiocatori tasmani.

Arrivando a delle conclusioni che, per quanto lontanissime geograficamente dal nostro Paese, dovrebbero comunque condurci a qualche seria riflessione.

ATTENZIONE ALLA DIPENDENZA DAI GIOCHI

Secondo la Sinclair, esisterebbero infatti due chiari legami: uno tra la disponibilità di uno smartphone e la dipendenza dai videogiochi, ed uno tra questa ed il gioco compulsivo a soldi reali.

“Molti giochi premiano gli utenti quando questi riescono a compiere determinate azioni o raggiungono situazioni particolari”, ha dichiarato Cate Sinclair.

“Accade anche che alcuni titoli regalino ai loro giocatori dei crediti gratuiti quando questi riescono a giocare per periodi prolungati di tempo e questo porta l’esperienza di gioco verso livelli diversi da quelli del passato”.

Criticando l’intero concetto alla base del fenomeno del social gaming, la signora Sinclair ha continuato sostenendo che “la maggior parte dei giochi avviene online e permette di confrontarsi contro altri giocatori connessi da ogni parte del mondo.”

E se voi fino ad oggi pensavate che fosse proprio questa ad essere la parte più divertente, dovrete ricredervi – perché “con un numero tale di giocatori la competitività diventa incontrollabile, trasformandosi in un pericolo per i giovani giocatori”.

QUANDO A RISCHIARE SONO I PIÙ GIOVANI

Citando uno studio sull’argomento realizzato dall’Università di Adelaide, Cate Sinclair ha provato a lanciare un grido d’allarme mostrando alcuni numeri decisamente poco confortanti.

Numeri alla mano, infatti, sembrerebbe che un adolescente ogni quattro abbia provato dei giochi simili al gioco d’azzardo sul suo smartphone e che addirittura il 40% degli intervistati non disdegni l’idea di giocare a soldi veri dal proprio telefonino.

A far pensare anche il fatto che delle statistiche pubblicate qualche mese fa dalla rivista online The Examiner avevano mostrato come circa 1/3 dei giocatori compulsivi australiani fosse da collocarsi nella fascia di età al di sotto dei 24 anni.

LA SINDROME DA GIOCO COMPULSIVO

La cosiddetta sindrome da gioco d'azzardo compulsivo, o ludopatia, è un problema che secondo alcuni dati toccherebbe - in maniera più o meno grave - addirittura circa il 4% della popolazione mondiale, una percentuale davvero alta. La maggior parte dei casi è di lieve entità, fortunatamente, ma non è infrequente imbattersi in faccende riguardanti giocatori che si sono giocati tutto, persino la casa, pur di soddisfare la propria sete di gambling. In questi casi, sin dalle prime avvisaglie è meglio rivolgersi al personale medico.