Sentenza Stanleybet: Chi Si Lecca le Ferite?

Sentenza Stanleybet: Chi Si Lecca le Ferite?

Scritto il 23/02/12 - da Morganti, Ana Notizie

Quando c'è un vincitore, c'è sempre anche almeno un vinto. Siete sicuri di aver capito chi ha perso?

In tutte le battaglie ci sono vincitori e vinti, trionfatori morali e sconfitti di riflesso. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, Stanleyet è uscita vittoriosa.

Ma, chi ha perso?

L’Italia. Il sistema italiano del gioco, che ci ha rimesso la faccia.

Ma in questi casi l’effetto domino è appena all’inizio e i tasselli hanno appena cominciato a cadere gli uni sugli altri.

L'ennesima batosta

E che l’apparato del betting nazionale sia all’ennesima batosta non è una novità. L’ultimo verdetto di Lussemburgo ha dato ragione al colosso inglese dei boomakers, ma non fa altro che inserirsi in scia alle numerosissime sentenze di assoluzione per mancanza di fatti o reati che, senza giungere fino alla Corte di Giustizia Europea, hanno dato ragione a quei ricevitori-tabaccai e operatori che hanno avuto il coraggio di lottare fino in fondo.

E l’elenco non è finito perché altri contenziosi sono ancora pendenti in sede comunitaria e, vista la tendenza, potrebbero avere giustizia come i casi che li hanno preceduti.

Sono dodici anni abbondanti, cioè fin dal 1999, che la politica e l’amministrazione dei giochi in Italia è inadeguata, carente e dannosa.

L’Erario ha perso ottime opportunità, il mercato non è stato soddisfatto e i ricevitori sono stati tagliati fuori, nonostante le raccomandazioni di tutela richieste dal Parlamento.

Per il Sindacato Nazionale Ricevitori aderente FeLSA-CISL, dopo la sentenza “Gambelli” del 2003, la sentenza “Placanica” del 2007, e l’ultima “Costa-Cifone” del 16 febbraio 2012, è palese l’errore di valutazione del Governo italiano.

“Sono precise responsabilità degli organi amministrativi e di governo che non hanno voluto fare affidamento su una rete efficiente di ricevitori che da sempre hanno servito lo Stato, ma hanno consentito con le loro scelte l’inserimento di soggetti non solo inesperti, ma spesso di dubbia provenienza”.

Ma se dal passato arrivano conferme, dal futuro potrebbero arrivare preoccupazioni.

Il sindacato si chiede “Fino a quando durerà questo dispendioso percorso ostinatamente voluto dallo Stato?”.
Se l’andazzo continuerà a essere questo si sprecheranno milioni di euro: “L’Italia continuerà a pagare sanzioni economiche imposte dagli organi comunitari”.

Conseguenza: “Si continuerà a sperperare ingenti quantità di denaro pubblico in un momento difficile per il nostro paese”.

Allora forse varrebbe la pena fermarsi un momento piuttosto che andare avanti con nuove iniziative che rischiano di portare altre sanzioni, altre multe, altri fallimenti. E figuracce.

Basta figuracce

Il nuovo bando di gara più volte sbandierato sarebbe un autogol doppio: perché si farebbe sulla falsariga dei precedenti, e le sentenze hanno in pratica bocciato il sistema.

E poi perché gli attesi 7 mila nuovi punti andrebbero a ingolfare un mercato già in crisi, dove chi c’è già non guadagna quanto dovrebbe/vorrebbe, e chi si inserirebbe otterrebbe meno di quanto si aspetta.

E a calcare la mano su questo aspetto è sempre il sindacato Snr, bacchettando ancora il bando Bersani: “Non sono stati ancora attivati tutti i punti previsti dal bando Bersani, anche se lacunoso, e si pensa di poter avere successo con un nuovo bando?”

L’eredità della vittoria di Stanleybet è una sconfitta che sa di beffa. E all’orizzonte c’è il caos: altri operatori e bookmaker faranno leva sulla sentenza Costa  - Cifone, che di fatto potrebbe costringere l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato a rivedere nuovamente il sistema normativo, partendo proprio dalle modalità di assegnazione delle licenze.