SuperEnalotto: Ancora Censura ad una Pubblicità

SuperEnalotto: Ancora Censura ad una Pubblicità

Scritto il 16/02/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Chissà cosa ne pensa Toto Cutugno. Chissà se il ragazzo che “voleva vivere in campagna” avrebbe mai immaginato la sua voglia di cantare con una chitarra in mano sarebbe stata usata per uno spot per il Superenalotto.

Ancora una pubblicità, ancora polemiche.L’ultimo reclame di Aams per promuovere la lotteria sembra ancora una volta farsi beffa di principi morali e di tempi bui.

“Lasciatemi sognare, con la schedina in mano” si canta nello spot. E il polverone si fa tormenta.

La classe politica senza distinzioni di colori aveva ottenuto la censura e il ritiro dello spot “La prima volta” lanciato dall’agenzia del Monopolio speculando sul raggiungimento della maggiore età e sulla perdita della verginità di un ragazzo perfino in Rai e soprattutto su internet.

Stessa sorte dovrebbe ora toccare ad un video promozionale del gioco legale che starebbe circolando nelle scuole per spiegare la differenza tra gioco buono e giusto e gioco illegale. Che poi, comunque, è pur sempre gioco – ed in quanto tale, secondo molti, un qualcosa da cui i giovani dovrebbero stare lontani.

"Lasciatemi sognare"

Il messaggio non sembra dunque essere esattamente definibile come educativo ed arriva direttamente da una società concessionaria statale, la Sisal, che pur essendo privata opera in rapporto strettissimo con il ministero dell’Economia e delle Finanze che, secondo gli ultimi dati, ha chiuso il 2011 con una crescita del 17,6 per cento rispetto all'anno precedente per un volume d'affari che ha superato i 13,3 miliardi di Euro.

“Lasciatemi sognare!”, grida il nuovo spot del Superenalotto. E quella canzoncina ancorata a un motivetto piacevole e spensierato gira invece su TV, stampa, radio, affissioni e web e infastidisce.

C’è chi vuole la vigna per produrre il vino, chi aspira a essere il produttore di un film, un ragazzo vuole essere il presidente della sua squadra di calcio, mentre un altro ancora vuole sistemare la sua Compagnia.

Come? Non lavorando ma “con un sistema in ricevitoria”. Proseguendo un camionista vuole vincere per regalare un milione a Giulio e uno a Maria. Infine, il penultimo in ordine di apparizione, vuole mettere su una scuderia, e l’ultimo rivolgendosi alla sua fidanzata, canta “faccio una follia, ti prendo e ti porto via”.

Lo spot, a essere maligni da pure un calcio all’emancipazione femminile: una donna sogna il parco giochi per i suoi bambini, un’altra nuda e sommersa di schiuma saponata dentro una vasca da bagno vuole champagne ghiacciato a tutte le ore (per fare cosa?!) e la terza vuole dare, sempre ai figli, un futuro splendente.

Con il Superenalotto la donna ritorna indietro di 50 anni a badare al focolare.

E la pubblicità riporta indietro ai tempi di Berlusconi. Non per i rimpianti. Ma per chiedersi se in fondo in fondo Monti che approva l’invito “a sognare con una schedina in mano” non lanci lo stesso messaggio per le “ragazze che dovevano trovarsi un giovane ricco per sistemarsi”.

Nel remake della canzone del Toto nazionale una frase è diventata: “vorrei Champagne a tutte le ore”. Gli italiani però, soprattutto chi è finito nel tunnel della dipendenza del gioco (vedere il Forum sul sito del Gioco d’Azzardo Patologico) si accontenterebbero di poter fare la spesa con i beni più comuni.

Allora si che tornerebbe buona la frase finale della canzone di Cutugno: “Sono un italiano vero”.

Articolo di: L.C.