Un Cubo per Rilanciare il Casino di Venezia

Un Cubo per Rilanciare il Casino di Venezia

Scritto il 07/02/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Conto alla rovescia al casino di Venezia: il 29 febbraio sarà lo spartiacque prima dell’avvio dell’era della gestione privata, ma da oggi è partita un’altra gara, quella per la ristrutturazione.

C’è tempo fino al 15 febbraio per partecipare allo sprint che mette in palio circa 4 milioni e mezzo di Euro per la ristrutturazione della casa da gioco di Ca’ Noghera.

Sul casino lagunare resta più di un punto interrogativo in merito alla gestione futura, ma nonostante l’incertezza della trattativa con i sindacati su regole, costo del lavoro e il possibile arrivo di nuovi gestori privati, il casino comincia a investire, con la controllata La Ranch, società che possiede la sede di Ca’ Noghera.

L’Amministratore delegato Vittorio Ravà ha reso pubblico in questi giorni un avviso di preselezione per individuare cinque concorrenti tra cui scegliere quella che realizzerà la ristrutturazione della casa da gioco di terraferma.

È un cubo da  4 milioni e mezzo di euro il fiore all’occhiello che andrà ad arricchire il palazzo del gioco veneziano.

La nuova sala sarà grande mille metri quadrati e servirà per arricchire la batteria dei tavoli verdi da affiancare alle sempre gettonate, ma in fase calante, slot machines.

Un Casinò da Sempre all’Avanguardia

Ca' Noghera è il primo casino all’americana nato in Italia. Classe 1999, sorto all’ombra dell’aeroporto Marco Polo, vanta oltre mille postazioni di gioco distribuite su oltre cinque mila metri quadrati in cui si contano circa 400 slot machines.

La casa da gioco veneta ha fatto scuola alle altre, tanto da poter essere considerata una sorta di “show room”: qui si scoprono le nuove tendenze e le innovazioni. Nella struttura, che rimane unica nel suo genere dall’alto del design futuristico, c’è spazio, oltre al divertimento da gioco, anche per spettacoli, concerti e sfilate di moda.

Ma dopo un decennio c’è bisogno di sistemare il look.

E per ammirare il “The Cube” non bisognerà attendere molto: già entro quest’anno i lavori saranno ultimati, visto che, dopo la scadenza della gara per l’assegnazione dei lavori, con il termine ultimo per le domande fissato al 15 di febbraio, il CdA darà subito l’ok per l’avvio dell’opera.

Fase due: Ca’Vendramin

Ma la scommessa del casino di Venezia non finisce qui. Sembra che, con Ca’ Noghera già in progress, si butti un occhio anche a Ca’ Vendramin con all’orizzonte la possibilità di estendere la superficie del gioco d’azzardo lagunare anche a Tessera.

Sembra che il Piano di Assetto Territoriale possa sbloccare la questione su quei terreni che passerebbero a regime edificabile.

L’amministratore delegato Ravà e tutto il pool amministrativo stanno già guardando avanti e avrebbero già abbozzato un progetto su quei terreni rimasti agricoli e inutilizzabili per tanto tempo, ma su cui si potrebbe estendere il verde dei tavoli: sulla scrivania di Ca’ Farsetti sarebbe già stato depositato un progetto con tanto di valori e possibilità di spesa.

Ma è qui che il binario degli investimenti con quello del discorso privatizzazione si incrociano. E se l’affare Tessera, con tanto di zona sportiva, alberghi e casa da gioco all’americana riguardasse la futura gestione privata?

E se fosse questo il piatto principale del menu del casino di Venezia che alletterebbe imprenditori privati pronti a scommettere sul rilancio del gioco in laguna?

Forse la ristrutturazione di Ca’ Noghera potrebbe essere solo il primo tassello, ma come ogni scalata si parte dal primo gradino.

E, a prescindere da quel che riserva il futuro, il casino di terraferma ha bisogno di manutenzione e rilancio. Sperando che il cubo dia nuovo appeal e riporti sia Euro che visitatori ormai in calo nelle bellissime sale da gioco.

Articolo di: L.C.