Tassa sulla Fortuna sulle vincite oltre 500 euro: Niente da Fare

Tassa sulla Fortuna sulle vincite oltre 500 euro: Niente da Fare

Scritto il 03/08/12 - da Morganti, Ana Notizie

Il Tar del Lazio fa saltare ancora la tassa sulla fortuna: lo Stato saluta cento milioni di euro.

Sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo settembre la tassa sulle vincite, quelle oltre i 500 euro, che avrebbero visto i fortunati delle Slot  “perdere” il sei per cento del bottino. E invece, per ora, niente Tassa sulla Fortuna, come è già stata ribattezzata.

Tutto invariato per la tassazione già in vigore su SuperEnalotto e Gratta e Vinci, mentre la tassa sulla parte di vincite che supera i 500 euro è stata di nuovo bloccata con ordinanza dal Tar Lazio, che ha rimandato la causa presentata dai concessionari di rete alla Corte Costituzionale: accolto il ricorso di chi rischiava di essere ”punito” dai Monopoli di Stato qualora i sistemi di gioco non rispondessero a determinate caratteristiche entro il primo settembre (termine fissato per legge dal Decreto Fiscale).

Salve, 39 mila videolottery dislocate in oltre quattro mila punti in tutta Italia. Salvi, i miliardi che ne scaturiranno dal loro rendimento alla luce di un primo semestre dell’anno in cui le macchine hanno fruttato 10 miliardi di euro. Salvi, i circa 400 milioni che finiranno nelle casse dell’Erario, alla luce dei 420 milioni già sgorgati nei forzieri statali nel primo semestre.

La nota di Aams sarebbe stata compromessa da un "pregiudizio grave ed irreparabile". La nota dei Monopoli è stata sospesa in via cautelare: si tornerà sulla vicenda alla "prima udienza utile successiva alla pronuncia della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità" del provvedimento. 

Il Governo aveva fatto i famosi conti senza l’oste. Dovevano arrivare 150 milioni di euro grazie alla tassa sulla fortuna proprio dalle Vlt.

Ma i concessionari non ci stavano: impossibile adeguarsi entro un lasso di tempo così breve: sistemi, software, test e prove di sicurezza non sarebbero mai stati realizzati per l’inizio di settembre e quindi sarebbero andati incontro allo stop di Aams. E invece il Tar ha dato ragione ai concessionari. Sarà finita qui?

L'altro lato della medaglia

C'è anche chi pensa che la Tassa sulla Fortuna finirà per avere un effetto contrario a quello sperato, diminuendo cioè le entrate tributarie. In molti ritengono che questo nuovo prelievo spingerà i giocatori a rivolgersi nuovamente al mercato nero, pur di non dover pagare ulteriori tasse. Le macchinette non collegate all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato sono illegali, ma non ancora sparite del tutto.

Giocando su quei giochi non regolari, il vincitore non è tenuto a versare nulla allo Stato, così - naturalmente - come il gestore del gioco stesso. Si tratta del cosiddetto mercato nero del gambling italiano, contro cui l'Aams sta cercando di combattere ormai da tanto tempo. Magari non sempre in maniera efficace…