Gioco in Italia: 14 Anni di Storia da Ricordare

Gioco in Italia: 14 Anni di Storia da Ricordare

Scritto il 11/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Da 14 anni il gioco e le scommesse sono diventati il pane quotidiano degli italiani. Con un notevole aiuto da parte della politica...

Pizza, spaghetti, mandolino e scommesse in un’Italia terra di Santi, navigatori, poeti e scommettitori: non è un luogo comune figlio degli ultimi tempi legato alle innovazioni tecnologiche ma un vero e proprio dato di fatto. Perché gli italiani sono sempre stati innamorati del gioco d’azzardo.

Il nostro viaggio a ritroso nel mondo dell’Italia del gioco evidenzia subito una coincidenza che va avanti da oltre un decennio, ovvero che il trend di crescita del gioco autorizzato nel nostro Paese sia attribuibile di certo (anche) agli impulsi generati dalle manovre economiche.

Perché lo diciamo? Beh, facile. Perché non c’è stato anno, in cui l’Esecutivo non abbia introdotto nuove offerte di gioco d’azzardo pubblico.

1997 – 2011: Una progressione inarrestabile

Tutto è cominciato nel 1997 quando vennero introdotte la doppia giocata di Lotto e Superenalotto e si diede il via libera all’apertura di sale scommesse sul territorio, seguite (nel 1999) anche dall’approvazione delle sale da bingo live.

Soltanto pochi anni dopo, nel 2003, la vera novità del XXI secolo si ritrovò nella Finanziaria 2003 con la “benedizione” e il monitoraggio per le slot machine, macchinette la cui installazione nei pubblici esercizi – pur con rigide regole da rispettare – trovò il semaforo verde.

Ancora, nella Finanziaria 2005, la politica italiana decise di sfruttare la popolarità del gioco annunciando l’arrivo della terza estrazione del lotto settimanale ed aprendo anche al milionario mondo delle scommesse online.

Per raggiungere chi non si poteva recare a giocare, poi, a cavallo del 2007 e del 2008 il decreto Bersani sulle liberalizzazioni fece in modo che qualora gli utenti non potessero andare a giocare, fosse il gioco stesso ad andare da loro diventando possibile via SMS e digitale terrestre.

Sempre nel 2008, inoltre, seppur con moltissime limitazioni dettate dalla prudenza di AAMS, l’Italia si ritrovò ad essere uno dei primissimi stati europei a legalizzare il gioco del poker online – aprendo le sue porte ad un mercato le cui cifre continuano a sorprendere anche quattro anni di distanza.

Gran parte dei limiti imposti da AAMS sul gioco online scompaiono infine nel 2011 quando anche in Italia comincia a girare la roulette online e iniziano a roteare i dadi su Internet proprio mentre il poker online saluta l’arrivo delle partite cash accanto a quelle sotto forma di torneo permesse tra 2008 e luglio 2011.

Il Gioco: i Numeri di una Tassa di Stato

tasse del giocoLe diverse misure adottate di finanziaria in finanziaria, oltre a mostrare una chiara volontà da parte del legislatore di non perdere neppure un centesimo delle entrate relative al gioco, portano automaticamente ad un interrogativo che obbliga a chiedersi se la successione di liberalizzazioni ed aperture non sia altro che l’imposizione agli italiani di una serie di nuove tasse occulte.

Perchè, a guardare i miliardi di Euro che puntualmente finiscono nelle casse dello Stato, sembra difficile considerare la cosa in maniera diversa.

Dunque, quello che è doveroso chiedersi, è anche se il gioco sia davvero così conveniente per l’Erario.

In un primo momento verrebbe da pensare di si, anche se uno studio realizzato qualche anno fa da  Matteo Iori (presidente dell’Associazione Onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia che dal 2000 gestisce interventi di aiuto e trattamento per giocatori d’azzardo, Presidente della Federazione CNCA Emilia Romagna e Presidente del CONAGGA - Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo) mostrava come risultato un dato inversamente proporzionale tra spesa complessiva e entrata erariale.

Per  toccare qualche esempio concreto, dunque, possiamo vedere come nel 2004, a fronte di una spesa di “soli” 25 miliardi di euro, si sia registrata un’entrata erariale di 7,3 miliardi (29,5%).  

Appena dodici mesi più tardi, poi, i numeri si erano già mossi portando la spesa a 33,7 miliardi di euro, con un entrata rimasta costante sul 21,6% . Dieci punti percentuali in meno solo due anni dopo: la spesa lievitava a 10 miliardi in più mentre nei forzieri governativi veniva a mancare circa mezzo miliardo (19%).

L’entrata rimase invariata tra il 2007 e il 2008 (7,2 miliardi) ma a fronte di una spesa di 42,2 e 47,5 miliardi con una percentuale ridotta al 16,3. Un costante calo percentuale che potrebbe far arrivare a pensare che il trend sia stato rispettato anche nell’ultimo triennio.

Ma nonostante le entrate registrassero un segno “meno”, ecco che al contrario diventava sempre più aggressiva la divulgazione e la sponsorizzazione del gioco con un duplice scopo: coinvolgere sempre più giocatori e convincere gli scettici a tentare la fortuna.

Anni di pubblicità discutibili

In questo senso fu esplicito il documento dell’ex Vice Ministro dell’Economia Visco (Linee guida 2007-2009 della politica fiscale) che consentì l’ampliamento delle  reti distributive per l’accesso al gioco remoto (gioco on-line, pay tv, digitale terrestre, SMS, computer, attivazione di call center per il lotto via telefono ed altro).

Il tutto circondato da una pubblicità su ogni testata cartacea, online, radiofonica.

Ecco alcuni esempi di slogan pubblicitari:

  • Lo zero è un numero che non vale nulla. Finché non ne vedi tanti.
  • Da domani solo weekend lunghi: dal lunedì alla domenica
  • Ok, i soldi non fanno la felicità. Però parliamone
  • Alcuni possiedono una barchetta al lago. Pochi possiedono il lago.
  • C'è chi è ricco dentro. E c'è chi è ricco dentro, fuori, sopra e sotto.
  • Quando dirai che sei rimasto il ragazzo semplice di una volta, cerca di essere convincente.
  • Il bello della vita si apprezza superati i 50 Milioni di euro
  • Con tutti questi soldi diventerai uno che conta. In tutti i sensi

Ancora più clamoroso fu il messaggio per il Superenalotto del luglio 2008 (tutti manifesti e slogan marchiati Aams): “Il tuo capo è un incompetente raccomandato. E’ ora che qualcuno glielo dica” - Oggi puoi vincere ben 43 milioni di euro! Gioca oggi. Diventa Milionario!”

Articolo di: L.C.