Gratta e Vinci della Discordia: Attacco alle Poste

Gratta e Vinci della Discordia: Attacco alle Poste

Scritto il 24/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Raccomandate, pacchi, bonifici e gratta e vinci: un pacchetto poco gradito e le associazioni dei consumatori tuonano contro le Poste italiane.

Lo storico ente italiano è finito sotto accusa a causa di una sua (invadente) impiegata che avrebbe cercato di vendere con troppa insistenza uno dei tanti tagliandi da grattare ad un cliente un po’particolare come il tesoriere dell’associazione And (Azzardo e Nuove Dipendenze).

Coincidenze che fanno la differenza

L’ignara impiegata del Varesino avrebbe fatto perdere la pazienza al tesoriere al punto che l’associazione è arrivata a ritenere incompatibile il proprio conto corrente alle Poste.  

In consiglio direttivo è arrivata infatti la decisione di rescindere il rapporto fiduciario con Poste Italiane dal momento che si ritengono ormai venuti meno i presupposti dello stesso, ed aprire un nuovo conto in un altro istituto con più idonei requisiti etici.

Non solo: “L'associazione si augura che Poste Italiane si attivi celermente ad espletare tale operazione, dal momento che risulta per And assai imbarazzante che il proprio nome sia associato ad un Ente che tratta parimenti quali suoi prodotti servizi postali, finanziari e Gratta e Vinci”, è stato dichiarato in una nota.

Ceci n’est pas La Poste

Un tempo tra i luoghi più vicini ai cittadini e ai loro interessi, le Poste, vera e propria istituzione sociale del territorio, oggi sembrerebbe pronto a prendere d'assalto le tasche sempre più vuote di pensionati e casalinghe che con fiducia e si recano agli sportelli per compiere le proprie operazioni.

Secondo recenti studi oltre un milione e mezzo di persone effettua ogni giorno operazioni di tipo postale. Facile intuire “il giro” nazionale della strana accoppiata Poste – Gratta e Vinci.

Già poco tempo fa arrivò l’attacco di Federconsumatori e la Adusbef: “Basta vendita di gratta e vinci alle Poste”. 

Che starebbero correndo un rischio altissimo di vedersi ritorcere contro la scelta commerciale: secondo le due associazioni,”Lle Poste dovrebbero preoccuparsi  di non ledere l'immagine storica della società postale evitando coinvolgimenti in settori che potrebbero danneggiarla”.

Insomma, quello che un tempo era il tempio per mettere al sicuro i propri risparmi ora si sta convertendo a luogo in cui giocare d’azzardo, mettendo a rischio i risparmi delle fasce più deboli della società, a cominciare degli anziani.

Posizione e danni d’immagine

“Solo 5 euro” e possibilità miliardarie. Certo, si può sempre dire di no, ma la politica di marketing di Poste Spa punta proprio sulla debolezza di chi magari è all’ufficio proprio per fare dei pagamenti e non ce la fa più.

E di chi magari passa in fila anche ore, e nell’attesa, finisce per cedere alla tentazione, soprattutto se c’è un impiegato che insiste e fa leva sulle ampie possibilità di vincita.

Certo da qui a dire che le Poste inducono al gioco d’azzardo ci vuole ancora un po’, ma che l’immagine delle storiche PT ne esca ridimensionata è palese per le associazioni dei consumatori che continuano a lottare per fa r rimuovere questo “servizio”. Che è sbarcato negli uffici postali nel settembre 2010 a cominciare dai maggiori punti di Roma e Milano, fino a diffondersi in tutta Italia e nei centri minori.

C’è anche però chi non è d’accordo con la presa di posizione delle associazioni, ritenendo più giusto che Adusbef e Federconsumatori si occupino di questioni diverse e più urgenti.

Il nostro paese è tipico per le spaccature di opinioni, per ogni argomento ci sono sempre i favorevoli e i contrari: l’unico dato certo è che il settore dei Gratta e Vinci non conosce ostacoli nemmeno nei momenti di crisi.