Singapore si conferma terzo mercato mondiale dei casinò

Singapore si conferma terzo mercato mondiale dei casinò

Scritto il 27/02/14 - da Morganti, Ana Notizie

Las Vegas è lontana solo mezzo miliardo di dollari, ma il sorpasso non sembra più sicuro come appariva qualche anno fa.

Grazie a una crescita del 3,8% nel 2013, per un totale di 6,07 miliardi di dollari (rispetto ai 5,85 del 2012), i casinò di Singapore si confermano la terza forza mondiale nel settore del gambling terrestre.

L'isola del sudest asiatico ha ormai messo nel mirino i casinò della Strip di Las Vegas, che l'anno scorso si sono fermati a 6,5 miliardi di dollari.

Incassi vertiginosi

Siamo ancora piuttosto lontani dai 45,2 miliardi di dollari di Macao, ma va detto che Singapore possiede soltanto due casinò: il Marina Bay Sands (della Las Vegas Sands Corp di Sheldon Adelson) e il Resorts World Sentosa (del Genting Group).

Il Marina Bay Sands ha incassato 3,1 miliardi di dollari nel 2013, migliorando del 6,6% rispetto a quanto fatto segnare nel 2012. Da parte sua, invece, il Resorts World Sentosa ha fatto meglio soltanto dell'1%,assestandosi sui 2,94 miliardi di dollari. Entrambi i casinò hanno aperto i battenti nel 2010.

Già a quei tempi gli analisti avevano predetto che, presto o tardi, Singapore avrebbe superato la Strip di Las Vegas diventando il secondo mercato mondiale del gaming. Ultimamente, però, in molti hanno rivisto la propria previsione, nonostante il mercato degli high roller a Singapore continui a crescere a vista d'occhio.

Grant GovertsenD'altro canto, il mercato di massa, quello del classico giocatore occasionale che non può permettersi di spendere grosse cifre, ha subito un notevole rallentamento: "In generale, la storia del mercato di massa a Singapore è entrata nella migliore delle ipotesi in un periodo di calma", ha dichiarato Grant Govertsen, direttore dell'Union Gaming Group.

Govertsen ha spiegato: "La situazione dei giocatori VIP è più rosea, anche se non pensiamo che questo tipo di settore possa essere robusto come lo è a Macao". Inoltre, all'orizzonte di Singapore c'è anche la possibile competizione del Giappone, visto che da quelle parti la legge sulla legalizzazione dei casinò sta per essere approvata.

Si parla infatti di un mercato che potrebbe generare 40 miliardi di dollari, anche se Singapore avrà tempo ancora almeno un paio d'anni per studiare le giuste contromisure. Le prime licenze per i casinò giapponesi, infatti, dovrebbero essere assegnate non prima del 2016: i 127,6 milioni di cittadini del paese del Sol Levante potrebbero vedere il loro primo casinò in tempo utile per le Olimpiadi di Tokyo 2020.