Sentenza Danske Spil: Ladbrokes Non Vince Più

Sentenza Danske Spil: Ladbrokes Non Vince Più

Scritto il 18/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Le campagne di marketing erano contrarie alle leggi sulla commercializzazione. In appello tutto stravolto: Ladbrokes sconfitta, aveva ragione la Danske Spil.

La Danimarca è entrata nel mondo del gioco d’azzardo legale dal primo gennaio 2012 ma già sta facendo parlare tanto di se. Questi giorni il gioco danese è tornato indietro al 2008 a quando ancora il betting non era legalizzato, ma la campagna del gruppo britannico violò la legge sulla commercializzazione.

Il "ribaltone"

Sentenza rovesciata, quella dell’Alta Corte di Danimarca: prima aveva dato ragione alla Ladbrokes, ora invece ha dato l’esclusiva alla Danske Spil sulle parole “Gioco” e “Danese” che, guarda caso, si traducono proprio Danske Spil.

Rompere il monopolio

E pensare che la nuova regolamentazione sul gioco  avrebbe dovuto mettere fine al monopolio di stato della società Danske Spil, che dura da ben 60 anni. E nel 2007, la Commissione Europea aveva avviato una procedura di infrazione contro la Danimarca a causa delle restrizioni all'offerta di servizi per la raccolta di gioco. 

Le porte sul nuovo mercato sarebbero state spalancate agli operatori interessati ad acquistare una licenza per il gioco d'azzardo per una somma compresa tra 403 mila e 537 mila euro all'anno.

La concorrenza degli inglesi

L'alto costo delle licenze non era alla portata di molti piccoli operatori, quindi il mercato non sarebbe stato soffocato, e avrebbe favorito le grandi società, come la Ladbrokes. Peccato che lo slogan britannico abbia dato fastidio al colosso danese: “"Danske Spil Engelske Odds", vale a dire “giochi (o probabilità) danese, scommessa inglese”.

Lo stato danese ha dovuto modificare una legge che aveva varato poco tempo fa, a causa del parare negativo della Commissione Europea. Ma cosa dichiarava questa legge? Molto semplicemente che una qualsiasi azienda che volesse entrare in affari nel mercato del gioco d’azzardo danese, doveva avere una sede fisica in Danimarca.

La cosa aveva fatto storcere il naso a molti, ma gli organi istituzionali danesi non avevano voluto sentire ragione, e sono quindi andati avanti per la loro strada. Purtroppo, per loro, questa decisione li ha portati a scontrarsi con la Commissione Europea.

E’ curioso che una nazione ritenuta tra le più competitive, quando si parla di poker, abbia deciso di varare una legge così restrittiva. Ancor più se si considera che diverse nazioni, che inizialmente avevano deciso di ostacolare il gioco d’azzardo in ogni modo, vedi Stati Uniti d’America, stanno riconsiderando le decisioni prese.

Ma il gioco d’azzardo, online e dal vivo, è in grado di muovere grandi cifre di denaro: tanti zeri che fanno sempre più gola alle amministrazioni locali che devono cercare di far quadrare il bilancio.

Nel 2009 i giocatori danesi erano stati in grado di ottenere degli importanti risultati, vincendo oltre 10 milioni di dollari. Parte di questo denaro era ovviamente finito nelle casse del fisco danese.

Questo non deve aver considerato che anche i giocatori “normali” possono essere una buona fonte di entrate, altrimenti non si spiegherebbe questa legge. Legge che sembra essere stata varata per impedire l’entrare nel mercato danese dei grandi nomi del gioco d’azzardo online.

Come si ricorderà, l'adozione in Danimarca delle nuove norme sui giochi on line ha sollevato molte proteste e accuse da parte degli operatori che vedevano nella nuova legge un chiaro caso di sfruttamento dei giochi da parte del governo che così avrebbe la possibilità di reperire nuove entrate per le casse dell'erario.

Sotto la lente dell'Europa

Sulla base delle molte denunce fatte dagli operatori del settore privato, la Commissione Europea avrebbe aperto un procedimento volto a verificare la legittimità della normativa in adozione, permettendo alle autorità danesi di presentare tutte le difese e giustificazioni che ritenessero opportune per dimostrare che la nuova legge non rappresentasse una forma di aiuti statali.

L’ultima sentenza si incastona perfettamente nell’evoluzione della liberalizzazione del gioco danese. Per l’HC Madsen, Ceo di Danske Spil, la sentenza è un risultato soddisfacente e soprattutto ha sottolineato che “diamo il benvenuto al mercato di gioco d’azzardo liberalizzato. Tuttavia, per noi e per i nostri nuovi concorrenti è importante rispettare le regole del gioco.

Di conseguenza, è un bene che l'Alta Corte abbia definito il fair play per quel che concerne il marketing”.

Articolo di: L.C.