Sei Arresti al Casino di Sanremo

Sei Arresti al Casino di Sanremo

Scritto il 01/02/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

È proprio il caso di dirlo: “Rien ne va plus” o “No more bets” per la banda della roulette del casino di Sanremo.

La truffa di sei uomini girava sulle ruote francesi e americane è stata infatti interrotta proprio quando ai polsi sono arrivate le manette cogliendo i truffatori con le mani nelle fiches.

Andava avanti da tempo, a botte da 2 mila euro: tre croupier, due capi tavolo e un controllore comunale erano la sestina vincente di un sistema tanto semplice quanto efficace.

Che consisteva in un abile gioco di prestigio da parte del capo tavola che, con la collaborazione del croupier, faceva cadere nel cosiddetto “ficheur” (foro per la raccolta delle fiches di scarto) un certo numero di fiches per un valore, solitamente, di 2 mila euro.

Ma così sarebbe stato troppo “sporco”. Allora avveniva una sorta di riciclaggio, tramite il controllore comunale che le rivendeva ai clienti. Che non risultano indagati in quanto estranei alla truffa e ignari della provenienza dei dischetti di plastica.

I nomi della banda

A porre fine al losco giro d’affari, è stata la polizia postale di Imperia, in un blitz scattato all’interno della casa da gioco, che si è concluso con l’arresto dei sei responsabili.

Su ordine del Gip di Sanremo, a richiesta del procuratore Roberto Cavallone, sono così finiti in carcere: i capi tavolo Andrea Baracchini, 60 anni, di Sanremo e Stefano Covatta, 53 anni, di Sanremo, i croupier Luigi D’Armi, 52 anni, di Sanremo, Emiliano Cappello, 33 anni, originario di Imperia e abitante a Sanremo e Giuseppe Caruso, 40 anni, originario di Savona e abitante a Imperia, oltre al controllore comunale, Giuseppe Ricca, 55 anni, originario di Civezza (Imperia), residente a Taggia. Sono accusati di furto aggravato in concorso.

Non si può certo dire che la banda non si desse da fare. I “colpi” venivano messi a segno con grande frequenza e in una serata il bottino era di svariate migliaia di euro. Per il momento sono solo sette gli episodi incriminati, ma gli inquirenti sono sicuri che la truffa andasse in scena da parecchio e con notevole frequenza quindi si azzarderebbe un ammanco di centinaia di migliaia di euro.

Come Funzionava la truffa

Per esempio: alle 17.09 del 15 novembre del 2011 veniva effettuato un furto di fiches per 2 mila euro, cui ne facevano seguito un secondo a distanza di circa un’ora. Siamo al 17 dicembre del 2011: alle 21.13 viene commesso il primo furto, cui ne fa seguito un secondo alle 21.24 e così via, per arrivare al 15 dicembre, quando venticinque minuti dopo la mezzanotte vengono sottratti 2mila euro.

Ma anche la trappola è stata altrettanto geniale e ha fatto leva sull’eccessiva sicurezza della banda. Che basava i colpi sul fatto che le riprese ai tavoli del sistema di sicurezza, per motivi sindacali, non potevano essere utilizzate.

Invece le indagini, partite da una denuncia della presidenza del casino, condivisa dall’amministrazione comunale, sono state portate avanti attraverso numerose intercettazioni ambientali e telefoniche e si sono avvalse anche del sistema di videosorveglianza della casa da gioco.

Quindi, la scorsa sera,  il cliente “agganciato” dal controllore comunale era d’accordo con la polizia quindi ha accettato lo scambio, ma le banconote erano state fotocopiate quindi è stato poi chiaro il giro criminale delle fiches.

E le riprese, che è vero, tutelano i lavoratori, saranno invece utilizzate per incriminare la banda.

Il precedente storico di Richard Jarecki


Sono passati molti anni ormai da quando, nel 1969, il dottor Richard Jarecki colpì a Sanremo. Apparteneva alla categoria dei giocatori che andavano alla ricerca della roulette difettosa con l'aiuto di fidati collaboratori.

Alla casa da gioco ligure trovò delle roulette difettose e in un solo giorno piazzò un bel colpaccio da 120 milioni di lire.

Una cifra notevole che trovò impreparata l'amministrazione che non trovò di meglio che improvvisare una sospensione temporanea di due settimane per decidere il da farsi.

Il problema per il casinò non erano tanto le puntate del dottor Jarecki ma di tutti quelli che lo imitavano puntando sugli stessi numeri e indebolendo colpo dopo colpo la cassa del casinò. Si ipotizza che tutte le sue visite a Sanremo gli abbiano fruttato di 600 milioni di lire.

Articolo di: L.C.