Slots Truffa a Cagliari: Coinvolto Dipendente AAMS

Slots Truffa a Cagliari: Coinvolto Dipendente AAMS

Scritto il 26/07/12 - da Notizie

G.F. 57 anni, sotto indagne della Procura di Cagliari dal 2009, dovrà risarcire lo Stato di ben 380.000€.

Taroccava le slot machine per imbrogliare i suoi clienti ma, alla fine, l’unico ad esser sbancato è stato solo lui, visto che il gioco sporco organizzato da un dipendente dei Monopoli di Stato di Cagliari gli costerà una salatissima multa di ben  380 mila Euro.

La maxi truffa era stata scoperta nel 2009 dalla Guardia di Finanza e dopo un anno e mezzo di indagini della polizia giudiziaria, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica Guido Pani si è arrivati a smascherare un imponente giro truffaldino che coinvolgeva una coppia del capoluogo isolano e quindi i gestori dei locali che avevano in dotazione le slot.

L'organizzazione

Il sistema era tanto semplice quanto efficace. E altrettanto criminale. G.F. 57 anni di Serramanna, dipendente della sede dei monopoli di Cagliari, secondo gli investigatori avvisava i privati dell’arrivo degli ispettori, restituiva ai gestori le schede dei giochi in sequestro presso il deposito dell’Aams, operava false distruzioni di schede confiscate che restituiva agli originari proprietari o li cedeva a terzi.

I presunti corruttori sono risultati essere 11 e tutti  titolari di varie società che gestiscono apparecchi da divertimento e intrattenimento.

L’accusa è di truffa informatica e corruzione per aver alterato il funzionamento di alcuni apparecchi con schede false che emulavano i regolari contatori fiscali. L’uomo avrebbe gestito la truffa con la moglie, una catechista priva di reddito, con il triste risultato finale di vedersi confiscati nei giorni scorsi beni per un totale di 380 mila Euro. 

La cifra sarebbe frutto di un piccolo impero fatto di case, proprietà e beni di lusso: fa sorridere tra l’altro l’indiscrezione secondo cui il dipendente avrebbe presentato ai Monopoli le richieste di rimborso dei pasti che in teoria consumava durante i controlli.
Dalle indagini è emerso che talvolta G.F si impossessava anche delle monete conservate negli apparecchi sequestrati e depositati in custodia nel deposito dei Monopoli di Cagliari, oltre che di schede da gioco destinate a essere confiscate o distrutte per poi restituirle ai proprietari o cederle ad altri.

Inoltre, sempre secondo l’accusa, l’imprenditore cagliaritano favoriva l’applicazione di sanzioni in misura ingiustificatamente ridotta, ometteva l’iscrizione a ruolo di quelle non pagate e non trasmetteva gli atti a Equitalia per la riscossione. Il controllore ideale per gli 11 esercizi che hanno stretto l’alleanza con la coppia.

Ma i sospetti una volta scattati hanno scoperchiato un giro che comprende il quinquennio 2005-2009, lustro in cui mancherebbero quasi sei milioni di euro di redditi dichiarati. Alla società vengono contestati anche costi non deducibili per 642 mila euro e l’omesso versamento di quote delle giocate (il cosiddetto Preu, prelievo erariale unico, una tassa sul volume delle giocate oggi pari al 12,6 per cento del totale) per oltre 376mila euro.

Dopo aver truffato per anni gli ignari giocatori, l’ultimo scatto della leva ha fatto scattare le manette e un “jackpot”, per lo Stato, miliardario. La falce della Guardia di Finanza continua a mietere truffatori.