Riccone australiano fa causa al casinò, ma perde pure in tribunale

Riccone australiano fa causa al casinò, ma perde pure in tribunale

Scritto il 14/06/13 - da Giovanni Angioni Notizie

Harry Kakavas aveva citato il Crown Casino, reo secondo lui di averlo indotto a giocare, conoscendo i suoi problemi di gambling compulsivo.

Chi gioca e perde al casinò può prendersela solo e soltanto con se stesso.

È questa, in soldoni, la decisione presa dall'Alta Corte di Giustizia australiana, secondo la quale il Crown Casino non è responsabile per le perdite di un giocatore d'azzardo compulsivo, che è arrivato a scommettere qualcosa come 1,5 miliardi di dollari australiani in poco più di un anno.

Mani bucate

Il ricco uomo d'affari che risponde al nome di Harry Kakavas - giocatore compulsivo riconosciuto - ha perso in totale 20,5 milioni di dollari giocando al Crown Casino di Melbourne, decidendo quindi di fare causa alla sala da gioco per averlo "indotto" a giocare tramite incentivi e l'utilizzo del jet privato del casinò stesso.

Tra giugno 2005 e agosto 2006, Kakavas ha speso 1,479 miliardi di dollari al Crown Casinò, spesso giocando al baccarat.

Durante il processo si è scoperto che in una sessione definita 'frenetica', nel maggio del 2006, il riccone australiano ha speso qualcosa come 164 milioni di dollari in sole cinque ore e mezza.

Addirittura si è scoperto che Kakavas ha preso in prestito svariati milioni dalla banca, dagli amici e dalla famiglia, e che si è pure fatto un breve periodo dietro le sbarre per aver rubato 286.000 dollari.

Ma qualche giorno fa, l'Alta Corte ha rigettato all'unanimità l'appello che Kakavas aveva fatto dopo la decisione della Corte d'Appello della Suprema Corte di Victoria, che aveva stabilito come il Crown di Melbourne non avesse agito in maniera fraudolenta o immorale.

Il giudice Robert French ha stabilito che i problemi di gambling compulsivo di Kakavas non lo hanno messo in una condizione di "speciale svantaggio" sfruttata dal Crown.

In pratica, Kakavas è stato definito dalla Corte d'Appello "un uomo d'affari di successo, completamente capace di prendere decisioni nei suoi interessi", definizione come detto confermata anche dall'Alta Corte.

In tribunale, i rappresentanti del businessman avevano accusato il Crown di aver permesso a Kakavas di giocare "sfruttando la sua urgenza patologica a giocare d'azzardo".

Ma l'Alta Corte ha stabilito come l'uomo "fosse in grado di prendere decisioni razionali nel suo miglior interesse, inclusa quella, di tanto in tanto, di staccarsi completamente dal gioco d'azzardo.

Il Crown non ha fatto nulla di male permettendogli di giocare nel suo casinò".