Quando San Marino fu vicino all'apertura di un casinò

Quando San Marino fu vicino all'apertura di un casinò

Scritto il 02/10/14 - da Notizie

Alvaro Selva, avvocato e giurista sammarinese, ha ricordato a "San Marino Oggi" come più volte la Repubblica del Titano sia stata vicina ad aprire una sala da gioco.

Della nuova apertura di un casinò in Italia se ne parla ormai da anni. Ciclicamente, più o meno sempre le stesse aree interessate avanzano la propria candidatura. Nei mesi scorsi si è parlato della possibilità di vedere nascere uno o addirittura due casinò in Sicilia, ma dalla primavera ad oggi non se n'è saputo più nulla.

San Marino, da qualche mese, ha avviato un disegno di legge per rivedere alcune norme sul settore dei giochi, senza che queste modifiche portino però alla richiesta di apertura di un casinò terrestre. Tuttavia, una sala da gioco nella Repubblica del Titano ha 'rischiato' di sorgere almeno in un paio di occasioni.

Il ricordo di Alvaro Selva

Alvaro Selva è un noto e stimato avvocato e giurista sammarinese, che recentemente ha rilasciato un'intervista a "San Marino Oggi", nella quale ricorda come negli anni cinquanta e alla fine degli anni ottanta, la repubblica sita nel Centro Italia sia stata vicina ad aprire il proprio casinò. Un'eventualità decisamente caldeggiata dall'avvocato, che ritiene come il rilancio del turismo passi proprio dalla creazione di un casinò-resort.

Tra l'altro, fa notare Selva, la struttura della casa da gioco c'è già, andrebbe soltanto riattivata. Quello che mancherebbe è un hotel di lusso, di quelli che affiancano la possibilità di alloggio e vitto a quella di godere di forme di intrattenimento e relax, come piscine, spa, teatri e chi più ne ha più ne metta.

Quando la DC non volle il casinò

san marinoNel suo ripercorrere la storia di San Marino, l'avvocato Selva parte dalla prima metà degli anni ottanta, quando era segretario di stato per gli Affari Interni del governo targato PCS, PSS e PSU. In quel periodo, Selva studiò un progetto per aprire appunto un casinò nella Repubblica del Titano, cosa che venne cassata dai democristiani. Secondo Selva, infatti, furono alcuni esponenti di quel partito ad approcciare l'allora ministro degli Interni Scalfaro, già di per sé restio a vedere sorgere nuove sale da gioco sul territorio italiano.

Qualche anno dopo, all'inizio del 1987, toccò proprio alla DC governare insieme con il Pcs. Le cose sembravano volgere per il meglio, quando il Ministro degli Esteri Giulio Andreotti e il segretario di stato agli Affari Esteri Gabriele Gatti riconobbero, attraverso un comunicato, il diritto di San Marino a costruire un casinò entro i propri confini.

Peccato che il partito decise di non attuare nei fatti il comunicato, che finì ben presto nel dimenticatoio. Persino la sezione sammarinese della Democrazia Cristiana era contraria all'apertura di  un casinò, eventualità verso la quale si è opposta sin dagli anni cinquanta. Chissà che un giorno le cose non possano cambiare e che San Marino non possa diventare il quinto casinò della nostra Penisola. D'altra parte ormai la Democrazia Cristiana non c'è più… o no?