Qualcuno Salvi il Casinò di Venezia

Qualcuno Salvi il Casinò di Venezia

Scritto il 12/01/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Il casinò di Venezia fa acqua da tutte le parti: precipitano gli incassi e diminuiscono i giocatori.

casino di venezia

Il bilancio tra il 2011 appena concluso e il 2010 registra un meno 12,6 per cento. Tantissimo. Per rendere ancora più chiara l’idea, nella casa da gioco lagunare si è passati dagli oltre 168 milioni di euro del 2010 ai quasi 147 milioni dell’annata appena passata. Un vero disastro, insomma.

Ed è stato soprattutto il secondo semestre del 2011 il tempo dei sospiri per l’amministrazione del casinò veneto, che ha visto la crisi dilagare anche grazie alla spallata virtuale ricevuta in seguito all’apertura dei casinò online legali.

Così, mentre a Venezia registravano un segno “meno” dell’8,27 per cento nel primo semestre, da luglio alla fine dell’anno la freccia verso il basso ha toccato il negativo del 16,99 per cento. Il tutto mentre, nel frattempo, lo Stato raccoglieva dal tavolo verde il 25 per cento in più di introiti da gioco rispetto al 2010.

Ripensare i casino live

La preoccupazione è che il casino di Venezia, così come quello di Sanremo e le altre sale da gioco “terrestri” d’Italia, siano destinate più ad attrazione che non a vero luogo del gioco d’azzardo, dopo esserne stati i templi per decenni.

E lo dimostra il fatto che mentre gli incassi calano, aumentano gli ingressi. Il curioso paradosso, che però non ha sortito una compensazione, è stato registrato nella sede di Ca’ Vendramin dove gli ingressi sono aumentati del 2,7 per cento.

Ma l’eccezione non è stata confermata nella sede  di Ca’ Noghera e il negativo del 6,2 per cento ha fatto chiudere l’annata con un meno 4.9 per cento di ingressi.

Tra le cause si potrebbe scommettere anche sulla riduzione del contante, prima abbassato a “soli” 2500 euro e poi ridotto a mille euro: l’abbassamento del limite impone nella gestione del gioco procedure operative più lente ed onerose e, quindi, un abbattimento della produttività.

Una crisi che colpisce anche le associazioni

E la crisi del casinò sta colpendo tutte le attività lagunari e di tutta la regione. Basti pensare che il Casinò era sostegno di numerose manifestazioni sportive e di singole società, per le quali dava un incentivo economico.

Ma gli sponsor sono stati ghigliottinati per tutti: quindi niente più logo con il Grifone “Since 1638” per una lunga lista di società, a cominciare dall’ex “cliente” più illustre: il Venezia Calcio.

Poi quello femminile, il Venezia Mestre rugby, il Super 10, il Venezia a 5, il Cus pallamano, la Mestrina pallanuoto, la Fausto Coppi Gazzera (ciclismo), il Tennis Club Mestre femminile, la ginnastica artistica Spes Mestre e il Circolo Scherma Mestre.

Il Casinò era  sponsor anche del Torneo Internazionale femminile di tennis, delle due Reyer, della Venicemarathon e della Coppa del Mondo di fioretto maschile all’Arsenale.

Giorgio Orsoni: “Ci Savi Chi Può!”

E lo scorso novembre è arrivato anche l’appello del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.

L’Sos del primo cittadino si è levato dopo la possibilità di ridurre ancora – a 500 euro – la possibilità di circolazione del contante nella battaglia contro la criminalità, evasione e soprattutto il riciclaggio di denaro sporco.

A nome della società Casinò di Venezia Spa, la lettera di Orsoni è stata indirizzata  al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, per spiegare il punto di non ritorno verso sui si avvia la casa da gioco se il provvedimento dovesse essere attuato.

Che prima comprometterebbe l’attività e poi creerebbe forti scompensi con i casino delle nazioni confinanti, in cui non vi sono le stesse restrizioni. All’orizzonte c’è il timore di danni irreparabili al mercato e alla libera concorrenza.

Come se non bastasse la sede storica del casinò di Venezia ha bisogno di importanti opere di restauro e i costi di manutenzione per gli antichi edifici in stile gotico.

Ed il “restyling” non dovrebbe essere solo strutturale. Perché se è vero che molti operatori come Sisal e Snai hanno lanciato dei casinò online completi in fun mode già prima del 18 luglio e sono riusciti ad andare real live alla data del lancio, i casinò online delle case da gioco italiane sono rimasti allo stadio “embrionale”.

Paradosso? Il rilancio dei casinò reali passa per la loro versione virtuale.

Articolo di: L.C.