Polizia e gioco d’azzardo: sequestri e incertezze!

Polizia e gioco d’azzardo: sequestri e incertezze!

Scritto il 07/05/15 - da Invernizzi, Lorenzo Notizie

La legge è dura, ma è pur sempre la legge, recita un detto latino. Un po’ più di chiarezza non guasterebbe, si potrebbe aggiungere. In questa eterogenea rassegna proveremo ad analizzare il rapporto tra forze dell’ordine e gioco d’azzardo, in Italia e all’estero.

Nel caso StanleyBet, per esempio, finanzieri e dipendenti dell’Agenzia delle Dogane si devono barcamenare tra una controversa normativa, che sono tenuti ad applicare, e l’agguerrita controffensiva messa in atto dalla società di scommesse.

L’azienda schiera i suoi avvocati

StanleyBet risponde colpo su colpo ai controlli effettuati nei singoli punti scommessa citando in giudizio o inviando atti stragiudiziali (che non sono stati ancora portata davanti a un giudice) di significazione e di diffida ai funzionari responsabili dei singoli procedimenti. Alla fine di giugno 2014, tra l’altro, la Guardia di Finanza ha sequestrato materiale informatico e documentazione cartacea presso alcune sedi di StanleyBet, tra cui quelle di Milano, Montecatini, Potenza, Giugliano e Roma. L’azienda con sede nel Regno Unito ha anche manifestato l’intenzione di citare in giudizio gli organi apicali dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

Verso la fine di aprile 2015 i funzionari dell’Agenzia delle dogane della Lombardia hanno lamentato la difficoltà di lavorare in queste condizioni, trovandosi evidemente a fronteggiare una controparte agguerrita in una situazione di generale incertezza normativa. Come riporta l’agenzia Agimec il 29 aprile, gli stessi funzionari delle dogane hanno chiesto all’Agenzia supporto legale e di attuare “misure atte a tenere indenni i dipendenti dai rischi derivanti da citazioni in giudizio per risarcimento di danni qualora gli stessi, operando secondo quanto stabilito dalla legge nazionale e dalle circolari dell’Agenzia, accertassero violazioni amministrative e tributarie nei CTD (Centri Trasmissione Dati, ndr) Stanley o di altri bookmaker nella medesima situazione”. Su poco meno di 20mila punti di scommesse, si stima che in Italia circa 7mila siano irregolari.

Una legge nebulosa

Il sindacato Uil ha fatto presente la situazione di stress alla quale sarebbero sottoposti i funzionari, adducendo che “non è possibile che a ciò si debba aggiungere l’incertezza delle norme da applicare, spesso non chiare, suscettibili di diversa interpretazione, o addirittura come nel caso Stanley con dubbi sulla loro applicabilità”. I contenziosi tra lo Stato e Stanley si trascinano dal 2012, in quanto l’azienda esercita la raccolta del gioco in Italia senza la necessaria autorizzazione. D’altro canto la Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto che la società è stata oggetto di discriminazione durante il rilascio delle concessioni. Paradossalmente si ripropone quindi il quesito: è legittima l’applicazione della legge italiana? I Centri trasmissione dati Stanley, che svolgono attività di intermediazione nella raccolta delle scommesse, non hanno potuto beneficiare della recente sanatoria.

E’ guerra fredda

Enrico ZanettiDa qualche tempo i gestori dei punti Stanley hanno ricevuto istruzioni dall’azienda di notificare ai funzionari di Aams o ai finanzieri che si presentassero per un controllo un atto di diffida dal procedere alla contestazione di illeciti amministrativi. In sostanza il documento ricorda ai pubblici ufficiali che applicando la normativa italiana andrebbero a violare la legge comunitaria. In quella che viene definita una “guerra di nervi”, riporta Italiaoggi.it, “sia l’Agenzia delle dogane che la Guardia di Finanza hanno dato mandato all’Avvocatura di Stato di tutelare legalmente ed eventualmente in processo il personale coinvolto”. In risposta a un’interrogazione presentata da due deputati del Pd, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha definito la politica di StanleyBet “una vera e propria iniziativa intimidatoria”.

Secondo quanto riferito da Zanetti, fino ad aprile StanleyBet avrebbe già emesso 230 atti di diffida e 19 citazioni in giudizio per risarcimento danni nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine (un’altra stima però parla di settanta finanzieri raggiunti da una citazione).

Sul filo del rasoio

Ricorrendo di continuo alla Corte Europea, riporta la risposta di Zanetti all’interrogazione, StanleyBet perpetuerebbe “un meccanismo di sostanziale salvacondotto che opera attraverso l’equivalenza ‘discriminato uguale a non punibile’, che pure, involontariamente, è stato creato dalla stessa Corte di Giustizia” (a fine gennaio una sentenza della stessa Corte ha stabilito però che la società non è stata discriminata).

Niente sala scommesse nella stazione

A fine aprile 2015 il titolare dell’agenzia di scommesse all’interno della stazione di Padova ha riferito di essere stato preso di mira dalle autorità, le quali hanno disposto innumerevoli controlli, che in alcuni casi hanno anche dato luogo a denunce.  Nonostante abbia vinto il ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale contro lo sfratto esecutivo che gli era stato intimato, ha reso nota la volontà di lasciare al più presto i locali all’interno della stazione.

La Lombardia fa guerra alle slot

Un’altra materia controversa, oltre alla regolamentazione delle sale scommesse, è quella delle sale slot. Già da qualche tempo è fatto divieto a queste di aprire a mezzo chilometro di distanza da luoghi di aggregazione come scuole e parrocchie. Come riporta il quotidiano Il Giorno, a fine aprile 2015 il Consiglio regionale della Lombardia ha esteso “l’applicazione della distanza minima tra le sale giochi e punti definiti ‘sensibili’ come scuole, ospedali, chiese, oratori e centri di aggregazione non solo alla concessione di nuove autorizzazioni per l’installazione di macchinette, ma anche a quelle oggi attive, che, se presenti nella fascia di rispetto, dovranno essere spente allo scadere della licenza”.

Parola di assessore

Attraverso questo provvedimento l’assessore al Territorio Viviana Beccalossi prevede di dimezzare il numero di macchinette nell’arco di due o tre anni. Nell’arco di cinque o sei anni, allo scadere dell’ultima licenza oggi in vigore, non ci sarà nemmeno una slot - ha promesso l’assessore -. A tutti coloro che proprio vogliono giocare, consiglio una bella partita al vecchio sano biliardino”.

Due pesi e due misure?

gioco d'azzardoAlcuni sostengono che le forze dell’ordine italiane siano un po’più scrupolose del consueto nell’effettuare i controlli presso gli esercizi commerciali gestiti da stranieri. In ogni caso le autorità non sono state particolarmente indugenti con un barista cinese di 20 anni residente a Torino, che alla fine di aprile ha ricevuto una multa di 51mila euro perché le sue slot, regolarmente funzionanti e allacciate alla rete, non recavano l’avviso di pericolosità sulla dipendenza del gioco d’azzardo, quello per intenderci che viene riportato molto velocemente in tv al termine di ogni pubblicità su gioco del lotto, Gratta e vinci e simili. Sempre all’interno dello stesso locale, il gioco delle freccette non riportava il prezzo della partita.

Nebbia fitta anche sul poker

Così come per i videopoker, anche per il poker, in virtù di una normativa poco chiara e nebulosa, numerosi circoli italiani vengono chiusi dalle forze dell’ordine e riaperti dai giudici: la controversia si basa sull’annosa questione se considerare il Texas hold ‘em gioco d’azzardo o di abilità. La Legge Bersani del 2006 che definisce gli “skill games” (giochi di abilità), a onor del vero, non nomina esplicitamente il Texas hold ‘em. La normativa tuttavia riporta che i giochi di carte di qualsiasi tipo, qualora siano organizzati sotto forma di torneo e nel caso in cui la posta in gioco sia costituita esclusivamente dalla sola quota di iscrizione, sono considerati giochi di abilità”. E anche le sentenze hanno avvallato prevalentemente la tesi che il poker è un gioco di abilità se praticato nella forma di torneo. Dovrà però attendere l’eventuale assoluzione del Tribunale il titolare di un locale a Montalto di Castro (Viterbo), denunciato a metà aprile dai carabinieri perché all’interno del suo esercizio si svolgeva un torneo di poker sportivo, oltre che per la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti. Nel corso della stessa operazione sono stati denunciati anche i 27 partecipanti al torneo e sequestrati settemila euro in fiches. Anche tra le forze dell’ordine qualcuno rimane affascinato dal poker: di recente il giocatore professionista di poker Roberto Sabato ha rivelato di aver avuto come compagno di gioco il vicequestore di Bari.

“Play and win” riapre i battenti

Dallo scorso inverno è ripresa a pieno ritmo l’attività del circolo “Play and win” di Segrate (Milano), sequestrato nel 2012 da carabinieri e Polizia locale: giocatori e simpatizzanti hanno modo di rimanere aggiornati riguardo alle iniziative organizzate da “Play and win” attraverso il sito e la pagina Facebook dell’associazione. Nel dicembre del 2012 militari e agenti hanno denunciato nella cittadina dell’hinterland milanese 34 persone in stato di libertà per gioco d’azzardo.

In pochi si salvano

Alessandra BelardiniForse è anche perché le norme sono complicate che si riscontrano numerose irregolarità: intervenendo a fine aprile a un seminario sulle lodopatie, Alessandra Belardini del Servizio centrale della Polizia postale e delle telecomunicazioni ha dichiarato che nei primi quattro mesi del 2015 su 2227 siti monitorati, 2210 sono stati segnalati ai Monopoli.

Per quanto riguarda l’estero, secondo quanto riferito a fine marzo dai funzionari doganali polacchi che si occupano di gioco d’azzardo, il 90 per cento delle imprese di questo settore che opera in Polonia sarebbe irregolare.

Spari nella bisca

Può capitare che i poliziotti non vadano molto per il sottile durante i loro blitz nelle bische clandestine. Nelle Filippine, in Provincia di Cebu, a metà aprile una donna ha accusato il capo della polizia di Alcoy di averla schiaffeggiata e averle sparato con una pistola da softair durante un raid.Al momento dell’incursione si stava svolgendo una partita di Tong-its, una variante del ramino diffusa nelle Filippine. Chiamato in causa, l’ufficiale Jomar Medil ha smentito la tesi di Ledina Antig.

Smascherata truffa nel poker online

Le operazioni delle forze dell’ordine hanno però consentito di smascherare truffe nel poker online, come avvenuto alla Polizia di Stato e alla Polizia Postale di Terni alla fine dell’inverno del 2015. Un 35enne albanese aveva sottratto a un pensionato di 60 anni residente nel capoluogo di provincia umbro la password per l’accesso a un conto utilizzato per giocare a poker online. Grazie all’account, lo straniero giocava con un altro complice connivente, il quale vinceva sempre, consentendo però il trasferimento del denaro sulla carta prepagata dell’albanese (la somma sottratta ammonta a tremila euro). Il 35enne è stato denunciato a piede libero, anche se risulta irreperibile.

Titolo ingannevole

Infine, per quanto riguarda i film sull’argomento, “Gioco d’azzardo per un giovane funzionario di polizia” è un lungometraggio del ’71 diretto dallo spagnolo Ignacio F. Iquino: il titolo della pellicola trae però in inganno. Il gioco d’azzardo sembra infatti aver poco a che fare con la trama del film, che racconta le vicende dell’ispettore Frank, impegnato nel contrastare una banda specializzata nella tratta delle bianche.