Macao continua a macinare profitti

Macao continua a macinare profitti

Scritto il 27/06/13 - da Giovanni Angioni Notizie

A giugno, i casinò di Macao hanno guadagnato il 21,1% in più rispetto allo stesso mese del 2012.

Il resto del mondo è alle prese con una crisi dalla quale sembra sempre più difficile uscire? A Macao, a quanto pare, non gli fa né caldo né freddo. Gli ultimi dati ufficiali, infatti, vedono un aumento del 21,1% sul volume d'affari creato dal mercato del gioco d'azzardo, limitatamente al mese di giugno 2013 (e in confronto a giugno 2012).

Parliamo di qualcosa come 28,3 milioni di patacas, cioè 3,54 miliardi di dollari, almeno stando a quanto comunica il governo dell'enclave cinese. L'aumento in questione è addirittura superiore alle aspettative degli analisti, che per giugno prevedevano una crescita tra il 18% e il 21%. Macao si conferma dunque il più grosso mercato mondiale del gioco d'azzardo.

Trattandosi dell'unico posto in cui i cinesi possono giocare legalmente d'azzardo nei casinò, è facile capire come la gran parte degli avventori provenga proprio dalla 'casa madre': ricchi uomini d'azzardo che non vedono l'ora di piazzare le loro scommesse nei casinò di Macao.

La popolazione di Macao è di circa mezzo milione di persone, che dipendono in gran parte dai grossi giocatori d'azzardo, le cosiddette 'balene', che spendono mediamente un milione di yuan (160.700 dollari) ogni volta che fanno capolino sull'isola, colonia portoghese fino al 1999 e poi diventata motore di traino dell'economia cinese.

La crescita economica del paese del riso (ma ha ancora senso chiamarlo così?), da dove provengono i due terzi dei turisti di Macao, dovrebbe rallentare leggermente nel corso del terzo trimestre dell'anno, per colpa di un calo delle esportazioni, cosa che dovrebbe influenzare anche la presenza degli high roller (che contribuiscono al 70% del fatturato di Macao). Tuttavia, il numero di visitatori del nuovo polo mondiale del gioco d'azzardo continua a crescere.

Questo in barba alla decisione della People's Bank of China (PBOC), che ha permesso ai mercati di aumentare i tassi d'interesse, cosa che ha fatto temere il cosiddetto 'credit crunch' (calo dell'offerta di credito al termine di un periodo di espansione).

Las Vegas sempre più staccata

Con questi dati, Macao sottolinea ancora una volta come le gerarchie nel mondo del gioco d'azzardo terrestre siano cambiate. Las Vegas ormai non è più il centro di gravità del gambling e probabilmente non lo sarebbe stato anche se la crisi economica non avesse pesantemente influenzato i risultati delle sale da gioco della Sin City.

Semplicemente, il mercato del gioco asiatico è attualmente di un altro livello, visto che da quelle parti il boom di roulette, slot machine e blackjack è cominciato solo recentemente. Presto o tardi, è inevitabile, il fenomeno si sgonfierà anche da quelle parti. E allora, forse, Las Vegas potrà tornare a fare la voce grossa.