La storia del Casinò di Bagni di Lucca

La storia del Casinò di Bagni di Lucca

Scritto il 06/11/14 - da Federica Zacchi Notizie

È stato forse addirittura il primo casinò della storia. Stiamo parlando del casinò di Bagni di Lucca. Lo conoscete o non l’avete mai sentito nominare?

Di seguito, con un salto nel tempo di molti secoli, vi raccontiamo la sua vicenda: la sua ascesa e il successivo declino, fino alla sua chiusura oltre sessant'anni fa, quando decadde la concessione. Ma non finì lì…

Casinò: non solo i soliti noti…

Campione d'Italia, Sanremo, Saint Vincent e Venezia. Siamo abituati a pensare a queste quattro città, quando si parla di casinò in Italia. Eppure queste non sono state le uniche sale da gioco presenti sul nostro territorio, e secondo alcuni storici neppure le prime. Questo titolo, infatti, spetterebbe al Casinò di Bagni di Lucca che, secondo molti storici, sarebbe non solo il primo casinò italiano, ma addirittura il primo vero casinò mai esistito.

Tutto partì con la Contessa Matilde

Siamo - udite udite - nel lontanissimo 1308. Nella Repubblica di Lucca c'è un complesso termale molto frequentato, anche da pellegrini e bisognosi. La Contessa Matilde, donna di buon cuore, non negava mai un pasto e un bagno curativo a chi non si poteva permettere di pagarlo. Ma come fare a sostenere queste spese ingenti senza gravare sulle tasse dei cittadini? Semplice: regolamentando il gioco che si svolgeva nelle osterie e nelle bische, confinandolo proprio alle terme. Nacque così il primo prototipo di casinò: non c’erano roulette o slot machine (inventate solo secoli più tardi), ma la logica e l’organizzazione erano simili a quelli delle sale da gioco inaugurate successivamente in Europa, a partire dal XVII secolo.

In questo modo, la Contessa riuscì a risolvere in un colpo solo sia il problema di trovare le risorse per aiutare i più poveri, ma senza far pagare i cittadini, sia quello di tenere sotto controllo il proliferare del gioco d'azzardo.

La ristrutturazione nel 1800 e la chiusura nel 1953

Facciamo un salto di oltre cinque secoli e arriviamo al 1800, secolo in cui la famiglia Borbone diede fama e popolarità al Casinò dei Bagni di Lucca. L'idea partì dalla duchessa Maria Luisa che, nel 1819, iniziò a mettere ordine nell'esercizio del gioco. La sua opera proseguì con Carlo Ludovico di Borbone che, recependo gli insegnamenti della madre, autorizzò un architetto parigino a costruire a Ponte Serraglio un palazzo da adibire a Casinò. Questo diventò il grande Casinò Reale, inaugurato nel 1839 nell’ambito di una politica che renderà Bagni di Lucca uno dei centri termali più importanti in Europa, nonché ritrovo dell’aristocrazia e dell’alta borghesia europea.

Per parecchi decenni il binomio terme-giochi d’azzardo riscosse grande successo, richiamando molti ospiti importanti da tutta Europa.

Purtroppo, però, lo splendore della sala da gioco andò via via spegnendosi, anche a causa dell’apertura di altre importanti case da gioco che “rubarono la scena” a al casinò di Bagni di Lucca.

La sua chiusura definitiva avvenne del dopoguerra, esattamente nel 1953, quando scadde la concessione in essere. L’epoca del Casinò di Bagni di Lucca – all’interno della cui struttura si dice essere comparso anche il primo tavolo della roulette europea – sembrava essere finito per sempre.

Il caso della riapertura nel 1981 e la trasformazione del 2009

Casino di Bagni di LuccaMa a quasi trent'anni dall'ultima mano giocata, ecco che successe l’imprevedibile: a sorpresa il Casinò di Bagni di Lucca riaprì nel 1981, quando a governare la città c'era la giunta Tintori (Democrazia Cristiana), che volle provocatoriamente riaprire il Casinò per rivendicare il diritto storico di Bagni di Lucca. Ma le operazioni durano lo spazio di pochi minuti, cioè il tempo impiegato dalla Guardia di Finanza per entrare nel casinò e mettere fine al gioco, su indicazione del prefetto di Lucca: senza concessione statale, non ci poteva essere un casinò.

Dopo questo “bizzarro” tentativo, arriviamo al recente 2009, quando il Casinò di Bagni di Lucca viene trasformato in una sorta di sala giochi automatizzata, questa sì invece completamente legale.

Ma volete mettere il fascinò di un vero e proprio casinò, soprattutto il fascino che avrebbe potuto mantenere una sala da gioco che ha fatto la storia del gambling? Del locale ottocentesco di un tempo, invece, dopo la chiusura definitiva del 1953, oggi sono visibili solo i tavoli, i documenti e i materiali da gioco presso il Museo del Casinò di Bagni di Lucca. Se volete fare un “bagno” nella storia, vi consigliamo di visitarlo.