La pubblicità sul gioco d'azzardo ha più presa sulle donne?

La pubblicità sul gioco d'azzardo ha più presa sulle donne?

Scritto il 26/03/13 - da Giovanni Angioni Notizie

A rivelarlo è la GamCare: nel 2012 più di 54.000 telefonate da donne alle prese con i problemi del gioco compulsivo.

A ragione si dice che la Gran Bretagna sia la capitale se non mondiale, quantomeno europea del gioco d'azzardo. Soprattutto dopo il Gambling Act del 2005, che ha permesso agli operatori una più massiccia presenza a livello di promozione pubblicitaria dei loro prodotti. Sembra però che, almeno a livello statistico, l'invasione della pubblicità dei giochi d'azzardo in Gran Bretagna abbia avuto un'influenza decisamente importante sull'universo femminile.

GamCare, un'organizzazione britannica che si occupa di tutelare chi ha problemi con il gioco d'azzardo (via Internet e con un numero di telefono dedicato), ha rivelato di aver ricevuto oltre 54.000 telefonate da parte di donne nell'arco del 2012, ben 4.000 in più rispetto all'anno precedente. Inoltre, più della metà delle telefonate provenivano da donne che dichiaravano di avere problemi con il gioco d'azzardo online, addirittura il 44% in più del 2011.

Commentando questa scoperta, la più nota specialista di problemi di dipendenza femminile in Gran Bretagna, Liz Karter, ha dichiarato: "Forse non è corretto dire che la pubblicità sul gioco d'azzardo attira le donne, ma i miei clienti mi dicono di non riuscire ad evitarla quando sono in fase di ricovero. Ci sono così tante pubblicità, ovunque, che è come cercare di dimenticare una storia d'amore continuando a vedere le immagini del tuo ex in tv, sui giornali e su Internet. Uscirne diventa molto difficile".

Addentrandosi negli aspetti psicologici del gioco d'azzardo, la Karter ha asserito che le donne si avvicinano sempre più al gioco d'azzardo online come una specie di via di fuga dalla quotidianità, un po' come succede con l'alcol o le droghe. Alla fine però, tali comportamenti diventano abitudini e perciò rientrano nella casistica problematica.

Inoltre, Liz Karter ha dichiarato che circa i tre quarti delle sue clienti sono genitori single o persone che vivono da sole. Ha spiegato che spesso le sue clienti non si rendono conto del tempo che passa, mentre giocano d'azzardo, e prima di rendersene conto hanno giocato online per molte ore consecutive. Secondo la Karter, infine la situazione non è destinata a migliorare: "In futuro passeremo sempre più tempo online, e la crescita delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo continuerà".

Ludopatia, un problema mondiale

Quello della ludopatia, ovvero la sindrome da gioco d'azzardo compulsivo, non è un problema da sottovalutare. Secondo recenti studi, infatti, sarebbe addirittura il 4% della popolazione mondiale ad essere toccato, in maniera più o meno profonda, da problematiche di questo tipo. Si tratta per intenderci di una percentuale molto più alta rispetto a quella delle persone affette da tante malattie di cui si parla in maniera molto più spesso.