L’urna ha deciso: Taiwan avrà il suo primo casino

L’urna ha deciso: Taiwan avrà il suo primo casino

Scritto il 18/07/12 - da Morganti, Ana Notizie

Per i nuovi ricchi ci sarà una nuova casa da gioco: l’isola di Matsu ha deciso con un referendum di aprire la prima struttura per il gioco d’azzardo.

Un altro esempio di democrazia arriva dal sud est asiatico. E non da una del poker delle Tigri, ma da una di quelle realtà che come Singapore si sta ritagliando i “gradi” di Tigre attraverso scelte destinate a incentivare e sviluppare l’economia.

Se gli altri offrono questa soluzione, perché andare altrove per sederci ai tavoli verdi: facciamocelo qui. Un pò come tutte le industrie delle varie sfere del commercio e dell’imprenditoria: ancora una volta la capacità di emulazione si è trasformata in un “fai da te” che andrà a colmare ancora di più il gap con l’Occidente. Che a sua volta si trova in situazioni di stand bye dovuto al fatto che sono in pochi a dover decidere per molti.

Il responso dei seggi

Nell’isoletta che sta di fronte alla Cina invece lo scrutinio ha decretato che 1795 (il 57 per cento) sono a favore del casino, 1341 sono contrari e le schede nulle sono state 28: il risultato è stato conseguito con il 40 per cento dell’affluenza ai seggi.

“Un investimento”. Così il governo ha definito la casa da gioco, che sembra un’idea sempre più concreta. Una scelta per attirare i turisti, ma in particolare quella fascia di neo ricchi figli dell’imprenditoria cinese. E non solo.

La notizia ha già fatto attivare tutti gli attori del settore. Che di sicuro saranno per lo più business man asiatici, ma l’affare è stato fiutato anche da qualche lungimirante occidentale. L’iter è sempre lo stesso, quello che ha permesso al sud est asiatico di prendere l’arte (occidentale) e metterla da parte (a proprio vantaggio), passando poi dall’emulazione alla creazione di una identità (quindi gli allievi hanno superato i maestri). Ma è soprattutto un processo di decentramento, alla ricerca di costi sempre minori e bilanci in attivo.

Ecco così che le isolette che compongono Matsu rispondono all’identikit di una nuova operazione commerciale in cui è molto più offerta di gioco che rischio elevato di azzardo.

Il gambling quindi si conferma porto sicuro in tempi di crisi. E questa è stata anche la prima giustificazione di Taiwan all’idea: guadagnarci. Investire nel gioco d’azzardo è la mossa meno rischiosa in questo periodo di crisi visto che fatturati e posizione nel mercato sono elevati. E la popolazione di Matsu ha dimostrato di crederci.