Il linguaggio dei segni per la prima volta in un Casinò

Il linguaggio dei segni per la prima volta in un Casinò

Scritto il 18/03/14 - da Morganti, Ana Notizie

Era sempre stato vietato ai tavoli verdi per paura dei bari. Finché un ragazzo di 23 anni, Florian Tirnovans, qualche settimana fa per la prima volta è riuscito a cambiare le cose, al Casinò Cosmopol di Stoccolma.

Stiamo parlando del linguaggio dei segni. Ma andiamo con ordine.

Florian, un ragazzo sordo appassionato di poker, aveva più e più volte tentato di andare a giocare ai tavoli verdi di un Casinò della sua città insieme agli amici, ma era sempre stato respinto.

E non certo per le regole di abbigliamento che ogni casa da gioco impone ai chi vuole entrare per sfidare la dea bendata, ma per un motivo ben più grave, vale a dire la sua disabilità.

Una vera e propria discriminazione, attuata con la scusa della possibilità di baro. Ma due persone che si parlano la stessa lingua non possono ugualmente ingannare gli altri usando, per esempio, un linguaggio in codice? E allora, perché questo divieto?

E’ quello che si deve essere chiesto anche Florian, che ha così deciso di portare avanti la sua personale battaglia, diventata simbolicamente una lotta più grande, quella contro ogni forma di ingiustificato diverso trattamento nei confronti di chi ha un handicap.

Ha fatto conoscere il suo caso attraverso i social media e si è rivolto niente meno che alla Commissione anti-discriminazione che, però, non ha affrontato la sua storia con la sufficiente attenzione.

Ma ci ha pensato direttamente il Casinò di Stoccolma a cambiare, nel vero senso della parola, le regole del gioco, consentendo a Florian e ai suoi amici di sedersi ai tavoli verdi e di utilizzare il linguaggio dei segni.

Soddisfatto il ventitreenne svedese, che ha dichiarato:

«Finalmente posso giocare a poker in un Casinò con i miei amici, come tutti gli altri. E’ stato un processo difficile e questo è assurdo, considerato che siamo nel 2014, ma siamo riusciti a ottenere una piccola importante vittoria».

Anche ai vertici del Casinò della capitale svedese si è espressa soddisfazione per come si è risolto il caso di Florian. Un caso che può davvero aprire nuovi importanti scenari, anche in altri Casinò europei.

Perché tutti devono avere il diritto di godersi una bella serata giocando a poker con gli amici. Indipendentemente dalla lingua che usano, sia essa fatta di parole o di segni.

La World Deaf Poker Organization

A tal proposito, segnaliamo a tutti i nostri lettori affetti da questo genere di disabilità che nel 2012 è nata la World Seaf Poker Organization, un'organizzazione che ha proprio lo scopo di permettere ai giocatori con disabilità uditive di godersi un po' di sano poker. L'associazione è sempre presente, ogni anno, al National Deaf Poker Tour, che si svolge negli Stati Uniti ormai dal 2006. Si tratta di una manifestazione che ricorda molto le World Series of Poker, visto ch emette in palio i braccialetti. Senza andare oltreoceano, anche in Inghilterra esiste una manifestazione simile: lo UK Deaf Poker Series.