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Il risultato di una maxi operazione in Cores del Sud offre una grande lezione: attenzione agli internet cafè!

Un'operazione di polizia ha concluso un'indagine durata mesi e ha portato all'arresto di 33 persone, accusate di aver creato una rete di computer infetti per lucrare alle spalle dei maggiori siti di poker online sudcoreani e di ignari giocatori.

In Asia i giocatori di giochi online hanno un approccio molto diverso da quello dei giocatori europei.

In Italia e nel resto del Vecchio Continente e in America i giocatori giocano, e in generale accedono a internet, da casa e si avvalgono degli internet cafè solo quando sono in viaggio e lontani dal loro computer. Nei paesi asiatici, invece, molti giocatori preferiscono andare a giocare online in locali che mettono a disposizione computer, collegamento alla rete, snack e aree per fumatori.

Il gruppo di pirati informatici è riuscito a sfruttare questa abitudine a proprio vantaggio: ha acquistato un software pirata importato dalla Cina e lo ha installato su numerosi computer in vari internet cafè. Da lì il virus si è propagato, infettando chiavi USB e messaggi email. Alla fine il gruppo di hacker poteva contare su circa 11.000 computer infetti.

Tramite il programma virus, i pirati erano in grado di vedere le mani dei giocatori impegnati in partite di poker online, o di lanciare attacchi volti a rallentare o mandare off line i siti di poker online.

L'unità che si occupa di reati informatici ha stimato che gli hacker hanno commesso illeciti per 45.000 dollari.

In Italia, visto il diverso approccio al gioco, è difficile che possa capitare qualcosa del genere. E' bene ricordare in ogni caso di prestare la massima attenzione ogni volta che si immettono le proprie credenziali in un computer sconosciuto, evitare di giocare a poker online in un locale pubblico e prestare sempre attenzione a ogni email sospetta.