Gioco online: enti locali contro il governo centrale

Gioco online: enti locali contro il governo centrale

Scritto il 22/02/10 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Mentre si attende che AAMS e Governo emanino le tanto attese norme che dovranno regolamentare e liberalizzare il poker live e il poker cash online, dalle amministrazioni locali giunge una precisa richiesta: pensare meno a fare cassa e dare maggiore importanza allo sviluppo di un gioco responsabile.

Infatti, mentre il Governo e gli operatori del settore si adoperano per aumentare le possibilità di accesso al gioco degli italiani, molti comuni combattono una lotta quotidiana contro l'eccessiva proliferazione di slot, sale giochi e mini casinò, spesso illegale e non regolamentata. In prima fila troviamo l'assessore con deleghe alla polizia municipale e alla città sicura del comune di Empoli, Filippo Torrigiani.

L'assessore lamenta che, in assenza di una norma comunitaria che regolamenti il settore, ogni Stato sta procedendo per conto proprio, agendo spesso con lentezza. Da un lato i dati provano che il 2% della popolazione italiana ha dipendenza da gioco, dall'altro lo Stato tarda ad agire e consente forme di pubblicità molto invasiva al gioco d'azzardo.

Se i comuni fanno quel che possono per cercare di sviluppare una cultura del gioco responsabile e combattere l'illegalità sul territorio, non hanno alcun potere di intervento per quanto riguarda il gioco online.

Torrigiani auspica un'accelerazione nell'emanazione dei decreti che devono regolamentare il gioco online e un maggior intervento del Governo in ambito di prevenzione e sviluppo della cultura del gioco responsabile, intervenendo anche sulle fasce giovani della popolazione.

Al momento, lamenta, sembra invece che l'unico interesse del Governo sia aumentare il numero di giochi disponibili e preoccuparsi solo degli aspetti fiscali, per poter intascare la sua parte di raccolta.

D'accordo, ma qual è la situazione del poker live e del poker cash game online in Italia? I due discorsi sembrano viaggiare in maniera parallela e distinta. Nel primo caso, si parla di una regolamentazione di cui si sta discutendo, anche se in via assolutamente preliminare, ormai da tempo.

Purtroppo però, una soluzione da questo punto di vista sembra ancora molto lontana. Nel frattempo si susseguono le chiusure dei circoli, che fino a poco tempo fa avevano prosperato nell'organizzazione indiscriminata di tornei di poker e cash game. In realtà, tecnicamente un torneo di poker non dovrebbe essere considerato come gioco d'azzardo (e quindi attività illegale fuori dai casinò), mentre il cash game sì.

Per quanto concerne il poker cash game online, la situazione è un po' meno complessa. Attualmente nelle poker room è disponibile solo la versione a torneo, ma non dovrebbe volerci molto prima che sia completato il processo normativo e tecnologico che permetterà alle sale da poker online italiane di mettersi sullo stesso piano delle cosiddette .com.