Fare il croupier in Italia può valere "oro"

Fare il croupier in Italia può valere "oro"

Scritto il 18/01/10 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

Un lavoro, una garanzia. Detto di questi tempi, assomiglia a un miracolo: e, invece, nel caso dei croupier, è “tutto vero”.

casino-croupierA quanto pare, infatti, sono sempre di più le case da gioco italiane ed estere che richiedono questa figura professionale.

Si tratta di un lavoro ben retribuito. E non siamo i soli a dirlo: su tutte, ricordiamo le ormai famose dichiarazioni dell’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari che aveva polemicamente mandato a "lavorare seriamente" i croupier lagunari che si lamentavano dei loro stipendi. Si parlava di retribuzioni di 95.000 € all'anno più le mance, come ha confermato senza esitazione anche Stefano Melani, ex manager del Centro Formazione Croupier, uno dei più famosi in Italia: «sono cifre molto alte, che addirittura aumentano con l'esperienza e l'anzianità. I crupier anziani infatti possono raggiungere anche i 17.000-18.000 € al mese».

Per diventare croupier, quindi, non serve partire con la valigia di cartone e andare oltreoceano, destinazione Las Vegas: basta guardare ai casinò del Belpaese, dove la richiesta di professionisti del settore è in crescita costante.

Anche le grandi case da gioco europee cercano croupier, specialmente italiani, perché i nostri connazionali spesso si distinguono per l’ottima preparazione tecnica, per la capacità di saper accogliere i clienti sempre con il sorriso sulle labbra, oltre che per l’abilità di saper risolvere le situazioni più spinose che si possono venire a creare durante le partite.

E allora entriamo più nel dettaglio di questa professione.

Innanzitutto, per diventare un buon croupier, bisogna avere una buona attitudine al calcolo matematico, ottima velocità nei movimenti (più veloce è il croupier, più giocate si fanno, più il casinò guadagna), e una eccellente predisposizione ai rapporti interpersonali; bisogna inoltre essere flessibili negli orari di lavoro e conoscere le lingue straniere.

Il croupier si occupa della gestione dei tavoli: accetta le scommesse, controlla la regolarità delle giocate, ritira le puntate perdenti e paga le vincite; maneggia abilmente le fiches e distribuisce le carte in modo corretto. Deve inoltre occuparsi di tutti gli aspetti legati all'assistenza ai clienti: si va dall'illustrazione delle regole del gioco (soprattutto quando i giocatori sono “alle prime armi”) alle risposte ai dubbi che possono nascere nel corso del gioco. Infine, un buon croupier deve essere sempre in ordine e di “buona presenza”.

Per formare professionisti con queste caratteristiche ci pensano gli enti – sparsi su tutto il territorio nazionale – che organizzano corsi professionalizzanti; requisito di ammissione è il possesso di un diploma di scuola superiore.

Ma quanto dura la formazione?

Prima regola: diffidare dai corsi troppo corti. Una formazione dovrebbe avere una durata minima di almeno due mesi per far sì che i concetti e gli argomenti vengano assimilati. È importante anche scegliere un corso che sia il più completo possibile dal punto di vista tecnico: un buon corso permette di approfondire tanto i “grandi classici” dei casinò come Roulette, Poker, Blackjack quanto tutte le loro varianti e i nuovi giochi che via via stanno popolando i casinò. Fondamentale è anche l’approfondimento delle dinamiche di un casinò: l'organizzazione interna e i servizi di accoglienza per i clienti.

Infine, al momento della scelta del centro di formazione bisogna sempre considerare anche l'assistenza fornita dall'ente nel periodo successivo alla fine del corso, quando è il momento di entrare nel mercato del lavoro.

In bocca al lupo a tutti i futuri croupier: vi auguriamo di pronunciare presto, di fronte a una roulette, la mitica frase “les jeux sont faits”.