Crisi gioco d'azzardo: il Governo Sta Uccidendo i Casinò

Crisi gioco d'azzardo: il Governo Sta Uccidendo i Casinò

Scritto il 13/06/12 - da Morganti, Ana Notizie

Secondo FederGioco, il "Salva Italia" non sarebbe altro che un vero e proprio cappio al collo delle sale da gioco italiane.

Tempi grigi per le case da gioco del Paese – perché se il 2012 dovesse continuare con lo stesso trend dei suoi primi mesi, i quattro casino italiani potrebbero finire con il chiudere l’anno con un passivo globale di 80 milioni di Euro.

Se la matematica non è un’opinione e se la tendenza sembra, salvo miracoli, difficile da invertire, l’equazione è infatti presto fatta: dopo il primo trimestre 2012 il “poker” delle case da gioco terrestri d’Italia ha registrato una disastrosa perdita di 21 milioni di Euro. Che, moltiplicata per i restanti trimestri dell’anno, non lascia spazio ad alcun ottimismo, neppure di facciata.

Tutta colpa della politica

I casinò, ed in particolare  Federgioco – l’associazione che abbraccia tutte e quattro le case da gioco - puntano il dito in maniera molto diretta contro l’operato del Governo Monti, come spiegano le parole del Presidente di Federgioco Luca Frigerio secondo cui ormai la maggior parte dei giocatori “preferiscono Costa Azzurra e Slovenia”.

Secondo gli operatori del settore, la fuga dall’Italia del gioco sarebbe uno dei risultati (negativi) della manovra Salva Italia, ritenuta una vera e propria condanna per il mondo dei casinò perché colma di misure apparentemente dannose per la componente più importante della vita dei giocatori d’azzardo: il divertimento.

Il limite del contante e la tracciatura obbligatoria oltre i mille euro avrebbero provocato infatti quasi un’inibizione nel divertimento degli scommettitori, finendo per farli andare oltre confine verso realtà con le quali l’Italia non può più competere in maniera troppo efficace, visto che tra mille, due mila o cinquecento Euro c’è una bella differenza.

Darwin funziona anche per i casinò

I dati del primo trimestre 2012 raccontano di come la raccolta sarà obbligata a salutare la “tripla” cifra a causa di un passaggio dai 111,6 milioni del 2011 agli 85, 1 milioni di quest’anno. Che, moltiplicati per i restanti trimestri, si traducono in una freccia vertiginosa verso il basso del 20 per cento.

L’andamento del mercato, in qualche modo, fa pensare che anche ai casino si possa probabilmente applicare la teoria evoluzionistica di Darwin – come descritto in qualche modo dalle parole dello stesso Frigerio che ha lanciato l’allarme per una possibile “estinzione” e quindi chiamato alla necessità di un nuovo adattamento.

In pratica il gioco da passatempo per il popolo potrebbe evolversi in bene di lusso, stando a quanto tracciato dal presidente di Federgioco: “le case da gioco saranno costrette a ripensarsi e a tentare di posizionarsi su una clientela di fascia più alta, con possibilità di spesa maggiori”.