Come la Crisi sta Cambiando Las Vegas

Come la Crisi sta Cambiando Las Vegas

Scritto il 25/11/13 - da Giovanni Angioni Notizie

Meno slots e più ristoranti. Ecco come il turismo "della crisi" sta trasformando Las Vegas.

Quando si parla di gioco in Nevada, i rapporti tra le entrate registrate dal settore del gioco e quelle di altri settori dell’economia raccontano ormai da anni una storia che non sembra voler cambiare.

Perché all’aumento della spesa in settori come quello gastronomico, dello shopping e dell’intrattenimento fa da contraltare un chiaro calo del settore del gioco – per anni fiore all’occhiello dell’economia locale.

Il numero di slot machine e tavoli da poker del Nevada è costantemente diminuito nel corso degli anni perdendo circa 38.000 slot tra il 2000 e il 2012, secondo i dati dal centro studi sul gioco dell’Università di Las Vegas  ed una ricerca condotta dal Gaming Control Board nazionale.

Sulla Strip di Las Vegas, luogo per definizione associato al mondo dei casinò e del gambling, il numero di slot ha raggiunto il suo limite minimo mai registrato dal 1995 ad oggi, nonostante l’apertura di sale come quelle del Wynn, dell’Encore,dell’Aria e del Cosmopolitan significhi una media di circa 1.800 macchinette ciascuna.

E non è tutto, perché il calo non è da collegare solo all’andamento delle slot machine – visto che un destino simile sembra esser quello che ha colpito anche i giochi da tavolo, il cui numero sembra esser calato di 1.100 unità tra il 2009 ed il 2012.

Secondo alcuni analisti, il calo sarebbe da attribuirsi soprattutto alla difficile congiuntura economica attraversata dagli Stati Uniti visto che nonostante Las Vegas continui ad essere una meta turistica assolutamente attraente  (con 40 milioni di visitatori solo un anno fa), il potere d’acquisto dei giocatori sembra aver subìto una forte contrazione.

Prendendo il 2007 come anno di riferimento del periodo pre-crisi internazionale, si può vedere come allora i visitatori di Las Vegas avessero speso una media di 1.300 dollari a testa – stando ai dati pubblicati dalla Convention and Visitors Authority di Las Vegas.

Nel 2012, al contrario, la spesa sarebbe stata di soli 1.000$ realizzando una perdita che nel avrebbe determinato una mancanza di 500 milioni di dollari dal totale delle entrate relative al gioco d'azzardo.

La concorrenza di Macao

Oltre alle motivazioni di cui sopra, occorre aggiungere un dettaglio da non sottovalutare. Se fino a poco tempo fa Las Vegas veniva considerato l'unico vero polo del gioco d'azzardo terrestre, oggi il baricentro del gambling si è spostato a Macao, dove i casinò la fanno da padrone. Nel giro di pochi anni, Macao ha sviluppato un volume d'affari che Las Vegas e il Nevada non hanno mai neppure potuto sfiorare.

Molti grossi giocatori, i cosiddetti high roller, hanno spostato la propria attenzione verso l'ex colonia portoghese, che offre condizioni di gioco attualmente migliori a chi ha tanto denaro da spendere. Una considerazione non da poco, che ha contribuito alla crisi di Las Vegas.