Editoriale: Chi Accenderà il Rogo Contro il Gioco?

Editoriale: Chi Accenderà il Rogo Contro il Gioco?

Scritto il 13/02/12 - da Giacomo Gaggiotti Notizie

L’Italia ha un’ anima votata al gioco d’azzardo. Anima dannata, venduta al diavolo per 9 miliardi di euro ogni anno che scivolano via dalle tasche degli italiani per finire nell’Erario statale.

Stato biscazziere

È uno Stato biscazziere” come accusa addirittura il Corriere della Sera, sceso sulla piazza del rogo allestito per gioco e giocatori. Ma non ancora acceso.

Ma forse viene da chiedersi quale sia il nemico al di là della barricata. E se c’è davvero un nemico e che non si stia sparando solo verso qualcosa che si muove.

Tutti all'attacco

Perché ogni attacco, accusa, critica, denuncia, interrogazione parlamentare, editoriale delle più note testate nazionali, trova sempre un “ma”. C’è poi quel “però” che fa saltare il banco dell’unanimità. Perché di “pro” ce ne sono parecchi, anche se la colonnina dei “contro” sembra avere qualche voce in più.

Ma è qui il nodo cruciale: il dito è puntato contro chi ha fatto del gioco un costume nazional popolare, chi l’ha liberalizzato, legalizzato, diffuso, pubblicizzato, incentivato. Ma senza definire confini certi di un territorio perlopiù in espansione.

Niente niente che se si affrontasse una volta per tutte l’affare Ludopatia, argomento tanto delicato quanto scomodo, forse diminuirebbero anche molti aspetti negativi del gioco?

Vuoi vedere che se il Libro Verde europeo riuscisse ad avere alcuni capitoli mancanti, da leggere e adottare in tutti i paesi della Comunità ci sarebbe maggiore certezza e maggiore tutela?

Domanda in attesa di risposta quella del Corriere: “Vale la pena di giocarsi l' anima di un Paese per lo 0,14 per cento del denaro che c' è sul piatto? La “miseria” si quantifica quindi in 2.171.000 euro su un totale di un miliardo e 557 milioni.

Ma più si guarda indietro e più ci si accorge che la miseria non è tanto l’introito quanto la condizione di molte famiglie. Quelle che dieci anni fa tentavano la fortuna giocando al Lotto, o magari la Schedina.

Che solo dire “Ho fatto 13” era sinonimo di svolta. O al limite la Lotteria di Capodanno, con il film manifesto di quegli anni con protagonista il ragionier Fantozzi. Erano giocate da 4 miliardi di euro. Traslate nel giro di poco tempo a scommesse elevate alla ventesima potenza: circa 75 miliardi.

La Chiesa: “ È un paese alla deriva, dipendente da una droga da cui guardarsi ma verso cui occorre reagire con decisione” (Cardinale Bagnasco)

Commissione Antimafia: “La colpa è del silenzio omertoso del sistema dell'informazione ''.

Un silenzio condizionato ''dalla pubblicità dei concessionari''. È l’ultima dichiarazione di una piccola pattuglia di senatori paladini, come Raffaele Lauro e Luigi Li Gotti, che conduce una battaglia con relazioni, proposte di legge, e pubbliche denunce ''contro gli effetti devastanti del gioco e le irresponsabili politiche espansive del mercato del gioco, volute, in particolare, dall'ex-ministro Tremonti''.

Il Cnr: “Situazione preoccupante, i numeri sono in aumento, crescono i casi problematici soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Aumenta a dismisura il conto di chi almeno una volta nell’anno gioca d’azzardo”.

Negli ultimi giorni sono scesi in campo anche Pd e Idv ancora una volta. E pure l’Udc.

Non c’è differenza di credo politico, tutti chiedono chiarezza e tutela. Margherita Miotto, capogruppo del Pd ha presentato una richiesta per un’indagine conoscitiva e capire come affrontare il problema.

Augusto Di Stanislao (Idv) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’economia e delle finanze chiedendo di ridurre l’incentivazione del gioco indotta da marketing e pubblicità.

Poi è toccato al leader scudocrociato Rocco Buttiglione, che si è scagliato contro i Monopoli: “Non è accettabile che i Monopoli patrocinino una campagna multimediale di promozione del gioco d'azzardo, una campagna che parlando di gioco responsabile di fatto promuove tra i minori il gioco'.

E quindi in tutto questo quadro, il Corriere si chiede, domanda a un popolo, giocatore e non, e a uno Stato dalla doppia faccia, “come si possa giustificare la distruzione psicologica, morale, economica e familiare e talvolta anche fisica di tante persone indebitate per il gioco, affermando che ha bisogno di incassare milioni di euro per restaurare monumenti e chiese, quando quel denaro viene sottratto a persone, famiglie che non hanno da mangiare e da pagare l' affitto?”.

Pesante eredità

Ma su tutto c' è un altro tema, che Mario Monti per primo si deve porre: si può risanare un paese finanziariamente e nello stesso tempo abbandonarlo alle ingordigie di uno Stato biscazziere?

La pila è stata eretta. Chi, e se, accenderà il rogo?

Articolo di: L.C.