Casinò Italiani: Siamo Sicuri che Privatizzare sia un Bene?

Casinò Italiani: Siamo Sicuri che Privatizzare sia un Bene?

Scritto il 07/06/12 - da Notizie

Privatizzazione: processo valido e necessario o parola magica? Sembra la soluzione a tutti i problemi, eppure non è facile a farsi come a dirsi.

La situazione, stando almeno alle dichiarazioni di intenti è la seguente: Venezia e Sanremo dicono “Si”, Campione dice “No” e San Vincent dice “Ni”.

Anzitutto bisogna precisare che la privatizzazione non è una novità. Anzi la storia delle case da gioco italiane insegna che prima la conduzione non era pubblica. Infatti negli anni ’70 ci sono stati fortunati esempi di conduzione privata, che hanno coinciso con il periodo d’oro dei casinò.

A Saint Vincent, addirittura, dalla sua nascita (aprile 1947) e fino al giugno 1994, la casa da gioco è stata amministrata da una società privata (la Sitav) che l’aveva portata al primato in Europa. Ma erano altri tempi e non c’era un mercato così frastagliato e tecnologico come quello attuale. E così avveniva a Sanremo prima del 1969 e prima del 1983 a Campione.

Paolo Giovannini, grande esperto di gioco ha da poco rilasciato un’intervista in merito e ha spiegato il perché della nuova tendenza: “Il tema legato alla privatizzazione è tornato di attualità per l’incapacità, tutta italiana, di mettere le società partecipate dagli enti pubblici in condizione di operare con uno spiccato spirito imprenditoriale.

Di fatto, un arrendersi alle difficoltà prodotte dalla crisi economica incombente che richiede scelte coraggiose, cambiamenti radicali ed una realistica volontà di reazione. Finiti i tempi delle vacche grasse, la gestione di una casa da gioco è diventata più impegnativa e più difficile e vince chi ha esperienza, professionalità, idee chiare ed una giusta visione del futuro”.

COSA VUOL DIRE PRIVATIZZARE:

  • vuol dire bandire una pubblica gara quasi certamente a livello europeo. Una gara che è difficile capire con quale criterio di scelta verrà aggiudicata.
  • vuol dire anche saper accettare in casa propria un ospite scomodo che, legittimamente, farà sempre e solo il proprio interesse.
  • vuol dire aumentare certi rischi. Pressioni esterne, di qualunque tipo, trovano più ampi margini d’intervento se esercitate su soggetti privati piuttosto che su società pubbliche
  • Privatizzare non significa sempre migliorare: in questo hanno ragione i sindacati. Ma è fuor di dubbio che l’efficienza, in un’azienda a conduzione privata, si misura con parametri diversi da quelli utilizzati dalla politica. Perciò partiti e amministratori pubblici dovrebbero restare fuori dalla partita. Il loro compito non è quello di giocare ma di fare gli arbitri, assicurando ricadute certe e non aleatorie alla collettività.

L’ARIA CHE TIRA IN GRECIA

Visto il grosso giro finanziario che ruota attorno al mondo del gioco d’azzardo, il governo greco sta valutando di risollevarsi dalla crisi finanziaria anche facendo leva su questo settore . Il governo ha già inviato in passato un nuovo decreto sul gioco d’azzardo online alla CommissioneEuropea nel tentativo di recuperare forti somme di denaro utili a risanare il vastissimo debito statale, e adesso tenta la strada dellavendita dei Casinò al fine di privatizzarli. Ma la svendita non si limiterà alle sale da gioco, la privatizzazione riguarderà anche Lotteria Nazionale, Poste, una miniera, ippodromi, azioni bancarie, strade, raffinerie, un aeroporto e tanto altro. Una vera e propria manovra che riguarda sia i numerosi Enti pubblici che le Case da gioco nazionali:  l’obiettivo è portare nelle casse dello Stato circa 50 miliardi di euroentro il 2015

.… E L’ESEMPIO DELLA FRANCIA

dove, per esempio, gli Enti pubblici possono essere titolari dell’autorizzazione ma non possono, a nessun titolo, partecipare alla gestione.

IN ITALIA forse il cuore non è gestione pubblica o privata. Ma è il panorama giuridico istituzionale attuale che deve cambiare.

Traduzione: senza una normativa generale, senza una maggiore chiarezza, a cominciare dal ruolo dello Stato verso i giocatori italiani e nei confronti del mercato internazionale, una gestione di un tipo o dell’altro potrebbe, come già accade, andare incontro comunque a una crisi senza soluzione.