I casinò italiani sono gestiti male? Risponde Roberto Verona

I casinò italiani sono gestiti male? Risponde Roberto Verona

Scritto il 09/11/11 - da Morganti, Ana Notizie

La domanda se l’è posta il professor Roberto Verona, dell’Università di Pisa, a margine del convegno organizzato da Unigioco.

Sanremo, Campione d’Italia, Venezia e Saint Vincent. Sono questi gli unici quattro casinò presenti nel territorio italiano.

Un vero e proprio oligopolio, come lo ha definito il professor Roberto Verona, dell’Università di Pisa, durante un convegno organizzato da Unigioco.

Non che in sé l’oligopolio debba rappresentare per forza un male, ma stando al punto di vista del professore, nel caso dei quattro casinò italiani qualche dubbio sovviene.

L’intervento del professor Verona è stato chiaro: se si mettono a confronto i bilanci dei maggiori casinò europei e quelli dei quattro casino italiani, le differenze (in negativo per i nostri casinò) sono più che lampanti.

Verona ha definito “imparagonabile” la situazione europea con quella italiana, chiusa in un oligopolio in cui le società vengono gestite in maniera più o meno diretta dalla “mano pubblica”.

Verona ha proseguito la sua arringa paventando l’ipotesi che i casinò italiani abbiano tutto l’interesse a mantenere questo circuito chiuso, dove competenze e sbocchi non vengono divulgati nella maniera appropriata, in modo da contribuire alla crescita del settore.

In poche parole, secondo il professore ai casinò italiani sta bene la situazione così com’è ora, a prescindere dai risultati non proprio eccellenti degli ultimi anni.

L’ultima frecciatina, il professor Roberto Verona la rivolge ancora una volta a chi gestisce i casinò italiani.

Verona parla di poca attenzione verso le caratteristiche di chi frequenta i casinò, e la mancanza di promozioni ad hoc per attirare nuova clientela e spingere i giocatori abituali a giocare di più.

Quello del professor Verona, però, non è stato solo un intervento per così dire “distruttivo”.

Verona ha parlato anche di ciò che dovrebbe davvero essere il focus nella gestione di un casinò, e cioè non quanto la casa da gioco guadagna o perde alla fine di un anno, ma il volume di gioco che ha generato e il vantaggio matematico dei giochi che propone.

Casinò italiani, futuro incerto

Chissà se i quattro casinò italiani faranno tesoro delle parole del professor Verona, visto che negli  ultimi anni i loro utili si sono assottigliati sempre di più. Probabilmente, però, la vera chiave di volta risiede in un cambiamento della gestione politica del settore del gioco d'azzardo in Italia, un cambiamento che da più parti si richiede ormai da moltissimo tempo, ma che non pare essere all'orizzonte.

Sicuramente un aumento della concorrenza sarebbe auspicabile dal punto di vista dei consumatori, che non sarebbero così costretti a sobbarcarsi lunghe trasferte per poter giocare, dal momento che tutti e quattro i casinò  italiani sono situati al Nord Italia. Molti paesi del Centro e del Sud hanno avanzato negli anni proposte per aprire un proprio casinò, che però sono state sempre rispedite al mittente.