Casinò in Giappone, una legge per tenere lontana la yakuza

Casinò in Giappone, una legge per tenere lontana la yakuza

Scritto il 09/10/13 - da Giovanni Angioni Notizie

La prima bozza di regolamentazione per le sale da gioco nipponiche sarebbe già pronta. Casinò aperti entro il 2016?

L'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2020 a Tokio ha dato l'accelerata probabilmente decisiva al disegno di legge che, per la prima volta, potrebbe aprire le porte del Giappone ai casinò terrestri.

Attualmente l'unica forma di gambling concessa nel paese del Sol Levante è il pachinko, una sorta di slot machine per la quale i nipponici vanno matti.

Un altro passo avanti?

I sogni e le speranze del partito favorevole all'apertura dei casinò in Giappone hanno fatto un altro passo avanti verso la realtà lo scorso giovedì, quando le principali agenzie hanno riportato la notizia di un progetto di legge ormai prossimo a vedere la luce. Secondo la Reuters, la prima bozza della legge prevede che se ne discuta entro la fine dell'anno e che possa essere approvata all'inizio del 2014.

Entro i due anni successivi, poi, la proposta dovrebbe trasformarsi in legge attuativa vera e propria, dopo le dovute discussioni e l'aggiunta (o la modifica) di varie ed eventuali.

L'obiettivo è di costruire i primi casinò entro il 2020, quando appunto a Tokio si terranno le Olimpiadi; un traguardo che, conoscendo la macchina burocratica giapponese, sembrerebbe tranquillamente alla portata.

Tra le proposte già previste c'è anche la formazione di un organismo regolatore indipendente, che avrebbe il compito di attribuire le licenze (un po' come avviene in Italia con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insomma), ma anche quello di controllare i dati bancari e fiscali dei dirigenti delle aziende che ne vorranno fare richiesta, così come i dati dei membri delle loro famiglie.

La necessità di un organismo che sia indipendente dal ministro o dal politico di turno va vista nell'ottica del tentativo di minimizzare, anzi meglio dire eliminare, ogni possibile influenza o tentativo di corruzione da parte della yakuza, la mafia giapponese.

Secondo la bozza di legge, infatti, l'idea è che "i requisiti per entrare nel mercato (del gambling, ndr) dovrebbero essere strettissimi. Con leggi e regolamenti appropriati, non c'è motivo di credere che i casinò possano diventare succursali della criminalità organizzata".

Sempre secondo la prima bozza della legge, sarebbe previsto un numero limite (basso) per la prima "infornata" di casinò, in modo che il loro impatto sulla popolazione giapponese possa essere misurato con accuratezza.

Ovviamente le prime città candidate a ospitare i casinò sono centri quali Tokio e Osaka, ma verrà fatta particolare attenzione affinché i centri più piccoli non vengano tagliati fuori.