Casinò di Venezia: lettera aperta del Commissario Prefettizio

Casinò di Venezia: lettera aperta del Commissario Prefettizio

Scritto il 25/08/14 - da Morganti, Ana Notizie

La difficoltà di reperire fondi per il Comune ha indotto il commissario prefettizio a scrivere una lettera aperta, nella quale si parla anche della sala da gioco.

Che sarebbero stati tempi duri, per il Casinò di Venezia, lo si era capito da tempo. La situazione pareva potesse migliorare, soprattutto se la sala da gioco fosse stata privatizzata, ma le dimissioni dell'ex giunta comunale e del sindaco Orsoni hanno letteralmente rimescolato le carte in tavola. E, purtroppo, non per il meglio.

Da qualche settimana si è insediato Vittorio Zappalorto, il commissario prefettizio che traghetterà il comune di Venezia presumibilmente fino alla prossima primavera, quando dovrebbero essere indette le nuove elezioni comunali. Zappalorto ha subito stoppato l'eventualità di indire un secondo bando di concorso per la gestione privata del casinò, dopo che il primo era andato letteralmente deserto.

I problemi del comune di Venezia

commissario prefettizio zappalortoNei giorni scorsi, Zappalorto ha deciso di spiegare pubblicamente quali sono i problemi non solo del casinò, ma soprattutto del comune, tramite una lettera aperta. Il commissario ha aperto sottolineando di aver capito sin dall'inizio come la situazione economico-finanziaria del Comune sarebbe stata decisamente difficile.

Il motivo principale è da ricercare proprio nella mancata privatizzazione del Casinò di Venezia: il Comune, infatti, contava proprio sui proventi della gestione concessa ai privati per mettere a posto il bilancio di quest'anno. Ma quelle risorse, fa notare Zappalorto, alla fine "sono venute meno". Così, nella lettera indirizzata ai dipendenti del Comune, il commissario ha cercato di spiegare il piano alternativo, seppure per sommi capi.

Nel testo, rivolto anche ai rappresentanti sindacali dei dipendenti, Zappalorto puntualizza che la gestione privata del Casinò di Venezia non è assolutamente scartata a priori e che tutto ciò "possa rientrare in futuro tra le possibili opzioni di questa gestione straordinaria". Ma questo è il potenziale futuro: il presente, si sa, è adesso.

Privatizzazione: sì, ma quando?

commissario prefettizio zappalortoUn presente che, anche qualora una nuova privatizzazione dovesse concretizzarsi entro fine anno - cosa poco probabile - non è dei più rosei: Zappalorto ha ricordato come ai fini del bilancio 2014, qualsiasi introito derivante dalla cessione della gestione ai privati non servirebbe a nulla. Serve, dunque, trovare risorse alternative.

Ci sarà dunque da stringere la cinghia, anche in virtù dei sacrifici richiesti ai lavoratori, e che secondo Zappalorto rimarranno limitati agli ispettori del SIC (Servizio Ispettivo Comunale) che lavorano al Casinò di Venezia e che possono permettersi di subire qualche taglio, viste le alte indennità di cui godono.

La lettera aperta si chiude con i buoni propositi per il 2015. Zappalorto, infatti, ha promesso che lavorerà sodo sulla riorganizzazione interna del Casinò di Venezia, per tentare di risparmiare abbastanza da evitare altri tagli al personale o innalzamenti delle tariffe. Non ci resta che attendere.