Casinò di Campione, il Comune rinuncia ai soldi

Casinò di Campione, il Comune rinuncia ai soldi

Scritto il 16/11/12 - da Morganti, Ana Notizie

L'amministrazione comunale ha deciso di lasciare alla sala da gioco circa un terzo di quanto dovrebbe ricevere.

Di crisi, il Casinò Municipale di Campione d'Italia ne ha affrontate diverse, nella sua storia.

Ma mai come questa volta, la celeberrima casa da gioco italiana, situata in territorio svizzero, rischia concretamente di essere entrata in un tunnel dal quale non uscirà più.

Così, in un disperato - e nobile, e probabilmente ultimo - gesto, il Comune di Campione ha reso nota la sua volontà a rinunciare a circa 24-25 milioni di franchi, sulla settantina che annualmente dovrebbe ricevere dal casinò.

Per recuperare le perdite derivanti da questa rinuncia, l'amministrazione comunale venderà 70 proprietà (terreni e appartamenti). Non solo: previsti anche tagli e sacrifici, non meglio specificati, per tutti i dipendenti comunali. L'obiettivo è quello di aiutare la sala da gioco a risanare il proprio bilancio, in rosso ormai da parecchio tempo.

Le cause della crisi sono molteplici. Prima di tutto la congiuntura economica degli ultimi anni, che ha messo in ginocchio un po' tutti e quattro i casinò italiani, chi più e chi meno.

Una congiuntura che ha portato a una diminuzione del numero dei giocatori, che unito alla forte concorrenza delle case da gioco svizzere, Lugano e Mendrisio su tutti, ha precipitato il Casinò Municipale di Campione d'Italia in un vero e proprio baratro.

Giusto un mese e mezzo fa, la sala da gioco italiana in territorio svizzero aveva annunciato un accordo per salvare 210 posti di lavoro, e un piano per tentare di ripianare il bilancio.

Ma dopo soli quaranta giorni, ci si è resi conto che i tagli agli stipendi e la riduzione dell'orario di lavoro non sono stati sufficienti, se non a risparmiare circa 20 milioni di euro. Troppo pochi, insomma: da qui la decisione del Comune.

Sicuramente il sindaco di Campione, Maria Piccaluga, e il presidente del casinò, l'avvocato Giulio Di Matteo, faranno tutto ciò che è in loro potere per fare in modo che la sala da gioco possa, se non tornare agli antichi splendori, quantomeno rimettersi in sesto.

Un piano a lungo termine

Impensabile, oggi, per il Casinò di Campione d'Italia - e per quel che vale, anche per le altre sale da gioco italiane - credere di poter uscire dalla crisi economica in tempi brevi. O medi, addirittura. La sensazione è che occorra un piano a lungo termine che possa lentamente, ma inesorabilmente, liberarsi di alcune zavorre che hanno contribuito a far crollare le entrate.

Bisogna, insomma, avere un po' di lungimiranza e di pazienza. D'altro canto non c'è crisi economica che, presto o tardi, non si sia esaurita per dare vita a un periodo di ripresa e di spinta. Il Casinò di Campione d'Italia dovrà farsi trovare pronto per quando tutto questo accadrà.