"Innalzare il limite sull'uso contanti nei casinò italiani"-A.Lanièce

"Innalzare il limite sull'uso contanti nei casinò italiani"-A.Lanièce

Scritto il 30/09/14 - da Morganti, Ana Notizie

Il parlamentare è il capogruppo di un movimento trasversale che vorrebbe una deroga sull'uso dei contanti nelle sale da gioco italiane.

Uno dei temi più caldi, negli ultimi anni, per quanto riguarda i casinò italiani è l'utilizzo del denaro contante. Una legge promulgata dal governo Monti, infatti, ha fissato a 1.000 euro il massimo di contante utilizzabile: la norma, naturalmente, ha avuto effetto anche nei quattro casino italiani.

Un effetto non proprio positivo, stando ad ascoltare il parere di chi i casinò li gestisce: la minore disponibilità di acquistare chip tramite contanti, così come l'impossibilità di pagare le vincite superiori a 1.000 euro nella medesima maniera, ha spinto molti clienti a preferire i casinò situati poco oltre il confine nazionale, come ad esempio quelli di Montecarlo, Chamonix o Nova Gorica. Anche Albert Lanièce, membro della 13° commissione permanente (territorio, ambiente, beni ambientali) e della commissione parlamentare per le questioni regionali, la vede in questa maniera.

Quell'ordine del giorno andato perduto

Mesi fa, lo stesso Lanièce, insieme con altri senatori provenienti un po' da tutti gli schieramenti, aveva proposto al governo un ordine del giorno in cui discutere dei modi con i quali rilanciare il mercato dei casinò italiani: uno di questi prevedeva l'innalzamento dell'utilizzo del denaro contante, anche se non era stato specificato fino a che soglia.

Tuttavia, come ben sappiamo, nell'ultimo periodo si sono succeduti ben tre governi: prima Bersani, poi Letta, infine Renzi. E quell'ordine del giorno è finito nel dimenticatoio. Tuttavia Lanièce e il suo gruppo non hanno alcuna intenzione di mollare su questo fronte e sono pronti a presentare nuovamente l'ordine, chiedendo una deroga ai casinò, in modo che il denaro contante utilizzabile venga innalzato almeno a 3.000 euro.

Fronte casinò diviso

Nonostante ciò, c'è chi ha scelto di non proseguire in questa battaglia. Come Vittorio Ravà, presidente di Federgioco, che ha optato per lasciar perdere l'iniziativa. Un parere che vede agli antipodi la posizione assunta da Lanièce, secondo cui quello del limite sull'uso dei contanti è uno dei principali freni al recupero del mercato dei casinò terrestri.

Ludopatia, ma non nei casinò

ludopatiaAlbert Lanièce ha poi parlato, di recente, della questione ludopatia, meglio ridefinita con la sigla GAP (Gioco d'Azzardo Patologico). Lanièce ritiene che questo genere di fenomeno sia andato via via aumentando non per colpa dei casinò, ma per colpa del proliferare delle cosiddette 'macchinette', che hanno invaso i bar e gli esercizi commerciali di tutta Italia.

Interrogato anche sull'eventualità che la Sicilia apra un nuovo casinò, Lanièce ha risposto che la priorità per il momento è risistemare il settore in modo che possa essere competitivo nei confronti delle sale da gioco situate appena fuori dal confine. Solo poi, eventualmente, si potrà parlare dell'espansione di altri casinò, anche se Lanièce ritiene che il discorso sia da affrontare in maniera più approfondita.