5 Esempi di Truffa (Scoperta) ai Danni di un Casino

5 Esempi di Truffa (Scoperta) ai Danni di un Casino

Scritto il 30/07/12 - da Morganti, Ana Notizie

Carte segnate, carte non mischiate, accordi tra giocatori e croupier e perdite che diventavano vittorie.

Sono alcune delle maxi truffe che hanno caratterizzato la storia recente del gioco d’azzardo e sono tornate alla memoria dopo la maxi truffa scoperta in Sardegna, a Cagliari da parte di un funzionario di Aams che d’accordo con alcuni gestori truccava le slot machines e incassava migliaia di euro.

Tutto il mondo è paese

Casino a Cannes. Le carte segnate sono sempre state uno dei trucchi più antichi. Ma la truffa, ai tempi nostri, nel 2011, è stato fatto con un inchiostro speciale di ultima generazione visibile solo con degli occhiali speciali. Occhiali che avevano i tre complici che hanno derubato circa 75 mila euro con due “mani”, la prima da 44 mila e la seconda da 27 in un altro casino prima di essere scoperti.

Las Vegas/1. Simile la storia capitata a un 43enne giocatore che però segnava le carte in maniera rapida ma meno tecnologica. Il truffatore segnava le carte facendo un graffio sul dorso in alto a sinistra, con un pezzettino di carta vetrata. Più in alto era il segno, più la carta aveva valore. Seduto al tavolo del cash game del Sands gli è andata bene la prima volta, ma, visto che aveva già destato sospetti la sera prima, è stato aspettato al varco, e quando ha colpito di nuovo la sua “buona stella” si è offuscata ed è finito in manette.

Las Vegas/2. Più curiosa la genialata di un cinese che per totalizzare un bottino da oltre un milione di euro, doveva perdere. Proprio così: in tre diversi casino di Las Vegas perdeva ma i suoi complici riscuotevano le fiches che poi andavano a far parte del maltolto. La chiave era la linea di credito nei casino: perdeva, otteneva il credito al baccarà e grazie ai complici incassava poi il denaro. E in cinque mesi l’idea ha fruttato più di un milione di dollari che però si è tradotta in una pena di 360 anni di carcere.

Saint Vincent.
La fortuna ci vede benissimo, soprattutto quando è un croupier. L’uomo avrebbe in questo caso favorito la vincita di alcuni giocatori, entrando a far parte di un bottino da 120 mila euro. Il trucco era semplicemente non mischiare le carte: quella parte delle carte che, distribuita ai giocatori, avrebbe determinato la vincita.

Cannes – Palm Beach. In questo caso la notizia è doppia perché, non solo c’è la truffo ma il truffatore, anzi la truffatrice è un nome noto. Si tratta della vedova dell’editore Rizzoli, Ljuba Rosa, che si era messa d’accordo con alcuni croupier con i quali divideva poi “le perdite”. La truffa ha fruttato circa 15 miliardi di vecchie lire, era il 1994.