"Messieurs, faites vos jeux". Era il 1947 quando questa frase fu pronunciata e sancì l'inizio delle attività della Casa da gioco. Il Casino de la Vallée, noto come Casinò di Saint-Vincent, è una delle quattro case da gioco italiane, l'unica in Valle d'Aosta.
Nel 1921 il sindaco, Elia Page, chiese al Sotto Prefetto di Aosta il permesso di aprire un tavolo di roulette per i mesi estivi. Alla fine della seconda guerra mondiale il Comitato di Liberazione Nazionale nominò sindaco di Saint-Vincent di nuovo Elia Page, il quale pochi mesi dopo scrisse al Ministro degli Interni per chiedere "la concessione per l'esercizio di tutti i giochi d'azzardo in forma esclusiva, per il territorio della Valle d'Aosta, per un periodo di anni quindici", spiegando che "la maggior parte dei problemi del Comune di Saint-Vincent e della Valle d'Aosta sarebbero stati risolti con i ricavi degli introiti...".
A questa richiesta non arrivò mai nessuna risposta ufficiale, tuttavia in forma ufficiosa influenti esponenti politici resero nota la disponibilità del Governo ad accogliere la domanda. Nonostante la legge italiana proibisse espressamente il gioco d'azzardo e in attesa che lo Statuto Speciale del 1948 ponesse limiti precisi alle competenze e ai poteri della Regione, il Presidente Chabod, presidente della Valle d'Aosta, emanò il 3 aprile del 1946 il decreto d'apertura del Casinò de la Vallée. Nel provvedimento si autorizzava l'istituzione della casa da gioco "per la durata di anni venti". Il 13 maggio del '46 il Consiglio regionale approvò le condizioni di apertura e il 17 maggio stabilì il riparto degli utili tra il concessionario e la Regione.
Alle 21 del 29 marzo 1947 il capo tavolo Robert Semeghini diede il fatidico annuncio "messieurs, faites vos jeux"; i tre clienti, un industriale tessile biellese, un avvocato casalese e un commerciante di Torino annunciarono le loro puntate. La casa da gioco aveva cominciato ufficialmente a portare benessere alla Valle d'Aosta e a Saint-Vincent.
